Dubbi sul nuovo piano dei rifiuti. Biffoni: "Pensare alle alternative". Confcommercio chiede tagli alla Tari

Il sindaco: "Gli impianti previsti sono sperimentali. E se non bastassero? Termovalorizzatore da prevedere". Mazzetti (FI): "In Toscana autosufficienza lontana e programmazione carente, restano le discariche".

Dubbi sul nuovo piano dei rifiuti. Biffoni: "Pensare alle alternative". Confcommercio chiede tagli alla Tari
Dubbi sul nuovo piano dei rifiuti. Biffoni: "Pensare alle alternative". Confcommercio chiede tagli alla Tari

"L’impostazione del piano dei rifiuti è sostanzialmente condivisibile. Ci preme sottolineare però con chiarezza che la scelta delle localizzazioni degli impianti non va lasciata sulle spalle solo dei sindaci e dei singoli territori, bensì occorre un’azione comune, che veda partecipe anche la Regione Toscana. Le maggiori criticità sono rappresentate dalla fase transitoria, ovvero dai tempi di attuazione del piano e dai relativi investimenti. E dal fatto che per la chiusura del ciclo di recupero e smaltimento sono previsti impianti che ad oggi possiamo definire sperimentali, quindi non danno il 100% di certezza circa il loro pieno funzionamento". E’ la posizione del sindaco di Prato Matteo Biffoni, nelle vesti anche di presidente di Anci Toscana, in merito al nuovo piano dei rifiuti della Regione appena approvato. Un piano che trova condivisione nel concetto "più riciclo, meno smaltimento", ma che solleva dubbi sull’incertezza nella collocazione degli impianti e nello stop totale ai termovalorizzatori. "C’è un piano B? – si domanda Biffoni –. Secondo noi andrebbe previsto, per non correre il rischio di dover esportare i nostri rifiuti verso impianti di termovalorizzazione posti fuori regione, con costi che cresceranno per i gestori e per gli utenti, senza che si possa incidere. Se accettiamo il principio di poter portare in questo tipo di impianti i nostri rifiuti, forse vale la pena non abbandonare investimenti di questo tipo anche nella nostra regione".

Sul tema interviene anche la deputata di Forza Italia, Erica Mazzetti che non nasconde le proprie perplessità sul piano. "La Toscana è ben lontana dall’autosufficienza sui rifiuti – dice –. Lo denunciamo da anni ma la sinistra continua a non prendere decisioni risolutive. Non c’è alcun superamento delle discariche, anzi preoccupa l’assenza di una programmazione per potenziare la capacità impiantistica per il riciclo e per l’economia circolare. Infatti, almeno 50mila tonnellate di rifiuti rimarranno fuori completamente, il tutto mentre dall’Unione Europea arrivano indirizzi precisi su come chiudere il ciclo dei rifiuti in loco, ovvero attraverso investimenti in infrastrutture e impianti".

Secondo Mazzetti "si deve partire dall’ascolto delle imprese, delle categorie, dei tecnici, fare un censimento degli impianti che servono a seconda dei bisogni, autorizzarli velocemente e realizzarli anche con i privati grazie al partenariato. Altrimenti i rifiuti sono destinati a rimanere solo un problema e non una risorsa".

La linea di Confcommercio sul tema, infine, è ben delineata. "In altre regioni – precisa l’associazione di categoria –, si è scelto di dotarsi di soluzioni che trasformano la connotazione del rifiuto, facendolo diventare risorsa. In Toscana si registra invece una carenza gestionale cronica, con la necessaria conseguenza che i rifiuti debbano essere smaltiti e trattati altrove. Un quadro che determina una evidente perdita di opportunità e l’impennarsi della tariffa. Le aziende però non possono continuare oltremodo a sopperire a questa lacuna: serve ridurre i costi mantenendo qualificato il servizio, snellire gli iter burocratici e valorizzare le filiere dell’economia circolare".

Sdb