Carcere, il caso a Roma: "Situazione insostenibile"

Furfaro, deputato Pd, raccoglie il documento prodotto dalle guardie penitenziarie sulle condizioni di lavoro sempre più complicate alla Dogaia .

Carcere, il caso a Roma: "Situazione insostenibile"

Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico (Ansa)

"La condizione che vivono i lavoratori della casa circondariale di Prato è ormai ai limiti del sostenibile. Di fatto sono costretti a lavorare in quello che loro stessi hanno definito e denunciato come un vero e proprio ghetto penitenziario". E’ l’accusa mossa dal deputato del Pd, nonché membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, Marco Furfaro, in riferimento alle condizioni che si vivono nel carcere della Dogaia. Una struttura, quella di Maliseti, dove da decenni ci sono proteste da parte delle guardie penitenziarie, dei sindacati e degli stessi detenuti.

"Parliamo di un luogo dove ormai il reinserimento sociale previsto all’articolo 27 della nostra Carta costituzionale è ai limiti dell’impossibile – attacca ancora Furfaro –. Incendi dolosi, aggressioni, tentativi di suicidi, risse e occupazioni abusive delle camere detentive. Questi sono gli episodi avvenuti solo negli ultimi mesi e che stanno creando un clima di tensione e paura costante. Il penitenziario pratese per tipologia di detenuti e per rapporto tra carcerati e agenti penitenziari risulta essere uno dei più difficili e complessi e lo dimostra dettagliatamente la lettera che i lavoratori hanno ritenuto di mandare a tutti gli eletti del territorio".

Furfaro raccoglie il documento prodotto dalle guardie penitenziarie per portarlo all’attenzione di Roma. "Una lettera che solleva domande ben precise e che rivolgerò direttamente al ministro Nordio con un’interrogazione parlamentare – conclude -. Ritengo impensabile lavorare in queste condizioni di difficoltà e di solitudine. A maggior ragione in un contesto delicato ed essenziale come quello carcerario e per questo pretenderemo immediatamente delle risposte".