
Un momento dell’assemblea sull’alluvione che si è svolta alla Misericordia di Oste la scorsa settimana con il Comune e Publiacqua
Bacino di Montachiello e ponte sul Bagnolo. Sono i due interventi sul rischio idraulico che la frazione ancora attende ad undici mesi dell’alluvione. Una delle opere previste a valle del Bagnolo è proprio la pulizia del bacino che con le piogge di novembre 2023 si è riempito di detriti. Gli studi in corso non mostrano pericolo per la cittadinanza, ma il tempo passa e le famiglie sono stanche di attendere. Il progetto prevede la vuotatura del bacino e la pulizia del fondo. Per poter svuotare l’invaso però serve un’autorizzazione ben precisa: lo ha spiegato il direttore di Publiacqua Cristiano Agostini durante l’assemblea della scorsa settimana a Oste. Da novembre ad oggi si sono svolte tre Conferenze dei servizi, oltre al monitoraggio della sicurezza del bacino (la preoccupazione è che i detriti accumulati possano creare un peso tale da rompere la diga) che fino ad oggi è risultato integro. A questo punto però serve il via libera della Regione: il problema è di natura ambientale. Svuotare il bacino significa andare ad incidere sull’ecosistema, per questo il via libera non arriva. I cittadini però sono stanchi, gli allagamenti dell’8 settembre sono stati una spia di allarme. Il comitato di Bagnolo chiede interventi nella frazione.
Durante l’assemblea anche dalla stessa Publiacqua è stato ribadito l’impegno a fare il prima possibile: "Serve accelerare sulle autorizzazioni in Conferenza di servizi per arrivare alla pulizia del bacino di Montachiello", aveva detto il sindaco Calamai. Dall’assemblea è già trascorsa quasi una nuova settimana: i cittadini chiedono di agire per riportare l’invaso ai livelli di raccolta previsti dal progetto. Il lavoro prevede lo svuotamento del laghetto, la sua pulizia e di tutte le opere di presa e delle infrastrutture idrauliche presenti.