A sperimentazione avviata in sei strutture dell’Asl Toscana centro (tra cui Prato), ieri ,in Regione, si è svolta una conferenza stampa sui Punti sanitari di intervento rapido (Pir) progettati per offrire una risposta ai bisogni sanitari non di emergenza dei cittadini anche con l’obiettivo di decongestionare gli afflussi impropri al pronto soccorso. E con l’ambizione, se tra tre mesi il progetto dimostrerà di funzionare, di estenderlo ad altre realtà toscane. Il Pir della Casa di comunità centro-est in via fra’ Bartolomeo accoglie i cittadini con ambulatori aperti per dodici ore al giorno, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, almeno in questa prima fase. Le prestazioni sono gratuite. Non ci si può presentare direttamente, ma si accede su indicazione del medico di famiglia o dell’116117. A disposizione degli operatori sanitari apparecchi per la misurazione dei valori di emoglobina, glicemia, elettroliti ed altri valori del sangue, strumenti per test rapidi, farmaci, un elettrocardiografo connesso in rete e un ecografo. "I Pir – ha detto il presidente Eugenio Giani– sono destinati a rivoluzionare l’accesso al sistema sanitario per i bisogni urgenti non di emergenza, in modo complementare ai pronto soccorso. Abbiamo differenziato le corsie di ingresso, creando luoghi separati per la gestione dei codici minori. Una rivoluzione che ci attendiamo possa contenere le pressioni sui pronto soccorso". Proprio ai pronto soccorso, il 40-42% degli accessi è costituito dai codici minori, di cui metà da persone che si autopresentano.
"I Pir – si sofferma Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg – sono il braccio di una riforma sanitaria più ampia che, come medicina generale, stiamo trattando con la Regione. Aiuteranno a decongestionare i pronto soccorso ma aiuteranno anche i medici di base nel migliorare la presa in carico dei pazienti, grazie alla diagnostica di primo livello di cui sono dotati".