Prato, 30 novembre 2015 - Come ogni anno, il 1 dicembre si celebra il World AIDS Day, la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS istituita nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per ricordare i progressi nella cura, prevenzione e informazione dell’Aids e sensibilizzare la comunità internazionale nell’impegno contro l’Aids. I dati pratesi Nell’unità operativa Malattie infettive dell’Ospedale di Prato attualmente, sono seguite 596 persone (410 maschi e 186 femmine). Delle persone seguite, gli italiani sono 410 (320 maschi e 90 femmine), 186 sono i soggetti di nazionalità estera (110 maschi e 76 femmine). Di tutti i soggetti seguiti, la maggior parte (84%) è in trattamento con farmaci antiretrovirali.

Dai dati forniti dalla ARS Toscana (Agenzia Regionale di Sanità) anche nel triennio 2012-2014 per i cittadini residenti nella ASL4 di Prato si registra un Tasso di incidenza di HIV del 13,2/100.000 ed un tasso di incidenza di AIDS del 4,0/100.000 ( al primo posto in Toscana per entrambe le casistiche). Tra l’altro da segnalare che nella Azienda Sanitaria di Prato il tasso di incidenza di Aids nella popolazione straniera rispetto a quella italiana è il più alto in Toscana (11/100000 vs 2,8/100000). In accordo con i dati nazionali, anche a Prato negli ultimi anni si sono modificati i gruppi a rischio. La trasmissione del Virus Oggi la trasmissione del virus avviene soprattutto per via sessuale, sia etero- che omosessuale e principalmente in coloro che fanno sesso promiscuo e non protetto.

Da gennaio a novembre 2015 si sono registrati 34 nuovi casi di sieropositività ( 24 maschi e 10 femmine, 16 italiani e 18 stranieri). Si tratta di una popolazione prevalentemente maschile, eterosessuale, di età giovane/adulta. Dei nuovi casi quasi tutti sono in terapia antiretrovirale e si tratta di soggetti in fase relativamente avanzata di infezione. Di questi, quasi tutti, hanno eseguito il test in seguito alla comparsa di segni e sintomi e non perché hanno percepito i loro comportamenti come a rischio di acquisire il virus HIV. Questa inconsapevolezza di essere “a rischio” ha determinato come conseguenze che l’infezione progredisse fino a compromettere lo stato delle difese immunitarie e che il virus potesse essere trasmesso ad altri.

L’ambulatorio di Malattie Infettive di Prato garantisce sempre l’esecuzione del test e del counselling tutte le mattine di tutti i giorni feriali senza appuntamento. I Medici e gli infermieri della Unità Operativa malattie infettive dell’Ospedale di Prato hanno vissuto tutte le fasi dell’evoluzione di questa infezione, e le loro competenze professionali e umane si sono arricchite nel rapporto con le persone che quotidianamente sono seguite dalla struttura pratese.

“Nonostante i grandissimi progressi che in 30 anni hanno letteralmente cambiato il volto dell’epidemia, molto resta ancora da fare – sottolinea la dottoressa Donatella Aquilini, direttore malattie infettive dell’ASL 4. Negli ultimi anni, c’è stato un crescente disinteresse e calo d’attenzione da parte dell’opinione pubblica e, purtroppo, anche delle istituzioni, è invece necessario non abbassare mai la guardia. E’ fondamentale l’ informazione e la prevenzione. Occorre favorire l’esecuzione del test HIV per diagnosticare precocemente l’infezione, attuare altrettanto precocemente la cura e limitare la diffusione del virus, trattandosi di una patologia legata a comportamenti a rischio. Oggi abbiamo a disposizione terapie sempre più efficaci, più semplici da assumere e con minori effetti collaterali. Un altro aspetto non deve essere trascurato – sottolinea Aquilini - oggi,per l’efficacia indubbia dei farmaci antiretrovirali, capaci di controllare la replicazione del virus, la infezione da HIV/AIDS ha assunto le caratteristiche di infezione cronica. Si tratta cioè di una patologia curabile ma non guaribile. Per questo è necessario non solo l’impegno del personale delle malattie infettive (medici e infermieri) che prendono in carico i pazienti , ma è indispensabile anche l’impegno dei pazienti. Questi devono avere un ruolo responsabile assumendo ogni giorno regolarmente i farmaci prescritti e presentandosi ai controlli in ambulatorio e questo per tutto l’arco della vita”