Orentano (Pisa), 17 novembre 2020 - Dal carcere è il 41enne finito in manette per armi e droga a lanciare un appello per Khrystyna Novak, di cui da oltre dieci giorni si sono perse le tracce. Lo fa attraverso il suo avvocato, Gabriele Dell’Unto, invitando la 29enne che viveva con lui da qualche settimana nella villetta di Orentano "a dare notizie di sé e farsi viva con gli inquirenti, qualora possa farlo". Khrystyna, ucraina, in quella villetta – sequestrata il 12 novembre scorso – ci sarebbe stata poche ore dopo l’arresto del compagno. È il vicino di casa, Giuseppe Mentessi, a ricordare quello che accadde la sera di Halloween nel piccolo agglomerato di case: "L'imprenditore nel settore delle pelli venne portato via dalla polizia, e con lui gli agenti portarono via anche la ragazza (risultata estranea alla vicenda per cui l’uomo è stato arrestato, ndr ) – racconta –. Poi, cinque ore dopo, lei fu riaccompagnata qui. Era tardi, l’ho vista, poi sono andato a letto. La mattina non c’era più". Dov’è andata? Cos’è successo quella notte? Qualcuno potrebbe averla portata via? "Io, in tutto l’avrò vista due o tre volte – aggiunge il vicino –. Dietro c’’è anche un cancello secondario, potrebbe essere uscita da lì".

I pressi della sua abitazione
 

Le ricerche sono in corso e del caso si occuperà anche la trasmissione Chi l’ha visto? della Rai. Dopo la segnalazione della scomparsa da parte della madre che vive in Ucraina, indagano la Squadra Mobile di Pisa e gli agenti del commissariato di Pontedera. La donna – in Italia da poco più di tre mesi, e che pare una delle sue prima tappe nel Paese sarebbe stata Montecatini – nella giornata di domenica è stata cercata con i cani molecolari.

La villetta, dov’è stata trovata la sua borsa con i documenti, è stata passata sotto la lente dagli uomini della scientifica alla ricerca di tracce utili a risolvere il caso. Poi è stata sequestrata, presumibilmente per conservare gli ambienti nel caso sulla vicenda si aprissero altri scenari. Per risolvere il giallo si scava nella vita della 29enne che, secondo quando avrebbe riferito la madre alla connazionale ucraina Rada Garmash, che vive a Brescia, e che sta aiutando la famiglia che non può venire in Italia a causa del Covid, "era innamorata di quest’uomo, progettavano di sposarsi e andare a vivere in Ucraina, ma era anche rimasta scioccata dal suo arresto". L’unico che la conosce di più e che può raccontare di Khrystyna è solo lui, il 41enne recluso a "Don Bosco".

E infatti gli inquirenti l’hanno sentito a lungo in carcere. Il suo legale, l’avvocato Dell’Unto spiega: "ha prestato la massima collaborazione con gli inquirenti, ha fornito qualsiasi indicazione utile ai fini delle indagini e ripone la massima fiducia nell’operato della Squadra Mobile. Si augura che la situazione si risolva il prima possibile e la giovane venga ritrovata". Rada Garmash, che da giorni lancia appelli anche sui social, dice: "quello che sono riuscita a raccogliere su questa mia connazionale, compresa la segnalazione che la indicava in un supermercato a Cecina, l’ho comunicato alla polizia e lo formalizzerò dai loro colleghi di Brescia – spiega –. Le indagini sono in corso e spero che Khrystyna venga trovata presto, viva, sana e salva. Ho fiducia nella polizia che, ho saputo, ha parlato con la madre e con l’amica Giulia, in Ucraina. L’ultima a sentirla, quella sera, raccogliendo le sue paure. Poi Khrystyna è sprofondata nel silenzio". Ed è iniziato il giallo.