Pisa, 23 marzo 2021 - Svolta nel giallo della scomparsa di Khrystyna Novak, 29enne ucraina, che lavorava in un night di Altopascio: con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere è stato arrestato il fiorentino Francesco Lupino, 49 anni, tatuatore, vicino di casa della vittima ad Orentano, frazione di Castelfranco di Sotto, e socio in affari di droga con il fidanzato della ragazza morta. All'alba di questa mattina, su disposizione della Procura della Repubblica di Pisa, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale pisano nei confronti di Lupino, ritenuto il presunto assassino della giovane, di cui era stata denunciata la scomparsa alla Polizia il 9 novembre 2020, dopo nove giorni in cui non dava più notizie di sé a familiari ed amici. La sparizione avvenne all'indomani dell'arresto del compagno della Novak, Airam Gonzalez Negrim, un imprenditore di 41 anni di origini spagnole, fermato dal commissariato di Pontedera per i reati di porto abusivo d'arma e munizioni, ricettazione, detenzioni di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Armi e droga erano stati trovati nella sua villetta di Corte Nardi, a Orentano, dove abitava la stessa 29enne. 

Francesco Lupino dunque, secondo le indagini, avrebbe ucciso Krystina e occultato il cadavere. Il delitto lo avrebbe compiuto tra la sera dell'1 e la notte del 2 novembre 2020 usando una pistola di cui ne è stata dimostrata la detenzione. L'omicidio sarebbe avvenuto nella villa del fidanzato della ragazza, lo spagnolo Airam Negrim Gonzalez, assente perché intanto era stato arrestato su 'soffiata' dello stesso Lupino con il quale era in rapporti di affari criminali legati alla droga. Lupino, dopo averle sparato, avrebbe poi occultato il cadavere della ragazza e tentato di cancellare le tracce tra la sera del 2 e quella successiva del 3 e, per attuare un depistaggio, avrebbe ultimato il suo piano simulando l'allontanamento volontario della Novak utilizzando il cellulare della stessa per sviare le indagini. Il telefono è stato riacceso la mattina del 3 novembre, 25 ore dopo la scomparsa della donna e ha agganciato celle di vari luoghi del Pisano, fino poi a rispegnersi definitivamente. Inoltre, un cliente del negozio di tatuaggi ha detto alla polizia di aver visto Lupino portare via sacchi neri dalla sua casa all'auto, la mattina del 3 novembre e tornare circa due ore dopo.

Chi è Francesco Lupino

Lupino infatti annovera precedenti condanne anche in materia di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, oltre che per lesioni e maltrattamenti nei confronti della ex moglie. Viene descritto come un tipo violento, che ha disponibilità di armi da fuoco e che, con una pistola che porta quasi sempre con sé, avrebbe anche ammazzato, a luglio del 2020, uno dei cani di Gonzalez Negrim sparandogli alla testa, scena alla quale avrebbe assistito anche la stessa ex compagna dell'imprenditore spagnolo. Lupino per Gonzalez Negrim era un uomo che nutriva elevato rancore nei suoi confronti, ma anche nei confronti di Krystyna che, come nuova compagna, era entrata dall'agosto del 2020 nella vita di Airam. Dopo quasi due mesi di convivenza Krystyna, che da convivente era a conoscenza dei traffici illeciti tra il compagno e Lupino, non vedeva di buon'occhio quest'ultimo, al punto da convincere il fidanzato ad uscire fuori da quei traffici. Lupino, secondo quanto riferito dal Gonzalez Negrim e riscontrato nelle chat whatsapp, aveva disponibilità delle chiavi della villa dello spagnolo, dove si svolgevano i traffici illeciti. La attività condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Pisa sono state direzionate al riscontro delle narrazioni fornite dal Gonzalez e, con l'ausilio del Servizio Centrale Operativo e della Polizia Scientifica di Firenze e Roma, nonché dei consulenti balistici e informatici nominati dal pubblico ministero, all'analisi dei dati tecnici e scientifici. 

I sopralluoghi

Sono stati effettuati dei sopralluoghi dell'abitazione, uno dei quali anche con lo stesso Gonzalez Negrim in regime di detenzione, è stato dissotterrato il cane dello spagnolo, ucciso da Lupino con un colpo di pistola alla testa nella cui carcassa è stata rinvenuta un'ogiva. L'esame dell'abitazione, che in apparenza sembrava non comunicativa di un compiuto delitto, attraverso esami strumentali condotti dal Servizio Polizia Scientifica di Firenze e di Roma, mediante esaltazioni di tracce latenti, ha rivelato la presenza di evidenti tracce di cancellazioni di sostanza ematica dalle pareti del corridoio di ingresso della porta posteriore. Sono state trovate nascoste al di sotto del cardine dello stipite della porta posteriore tracce di sostanza ematica e, sulle in diverse punti del corridoio, tracce biologiche riconducibili al Dna di Krystyna Novak, proprio nei punti in cui si evidenziavano le cancellature di tracce. Sempre in quel punto del corridoio grazie al compagno della vittima, è stata rilevata l'assenza di uno zerbino proprio da quell'ingresso ed è stata poi trovata una scalfittura nel muro con all'interno un frammento metallico. L'analisi merceologica condotta su questo oggetto ha portato a definire questa sostanza metallica trovata all'interno come una lega composita di piombo rame e zinco. Il frammento è stato posto in comparazione con il proiettile estratto dal cane di Gonzalez Negrim, secondo le dichiarazioni di lui confermate dalla ex fidanzata, ucciso da Lupino con una pistola marca Tanfoglio. Il confronto, effettuato nei laboratori della Polizia Scientifica di Roma, ha portato a concludere sull'elevata compatibilità di quel materiale con l'impatto di un proiettile del tipo rinvenuto all'interno del cane. Nel luogo dell'uccisione del cane è stato ritrovato un bossolo che, analizzato dal consulente balistico nominato dal pm, per caratteristiche e segni risulta espulso da una pistola a canna oscillante, tipica della Tanfoglio.

La pistola

Del fatto che Lupino avesse nella disponibilità proprio quella pistola è stato accertato, oltre che dalle dichiarazioni rese da Gonzalez Negrim e da un altro testimone conoscente di Lupino, da una immagine scattata ad agosto del 2020 con il cellulare dello stesso Lupino e trovata all'interno dell'apparecchio, nella quale viene immortalata la figlia di 9 anni di Lupino che, mentre si trova nell'atrio di casa, tiene in pugno in fase di puntamento ciò che appare distintamente essere una Tanfoglio Limited. Stante la meticolosità del quadro indiziario raccolto, e della pressoché accertata dipartita della Novak, è stata posta sotto la lente di ingrandimento la posizione di Lupino, con particolare riferimento alla condotta tenuta nei giorni in cui sarebbe stato commesso l'omicidio e nei giorni successivi. Lupino e la compagna, sin dalle fasi preliminari delle attività di indagine condotte nel territorio di Orentano, avrebbero posto in essere delle attività volte a sviare le indagini. Al fine di allontanare i sospetti, hanno fornito delle versioni su come hanno trascorso quei giorni, successivamente sconfessate dagli approfondimenti investigativi svolti. In primo luogo, i conviventi hanno dichiarato di essere sempre stati insieme in quei tre giorni e di aver condotto delle giornate ordinarie, evidenziando che la coppia avrebbe l'abitudine di stare sempre insieme e di non separarsi mai. In realtà, dall'esame dei cellulari della coppia è emerso come, già dalla sera dell'uno, le cose fossero andate diversamente da quanto narrato. In realtà, giova evidenziare che il Lupino ha cancellato per intero la chat con la compagna e che tale operazione sarebbe avvenuta tra la sera dell'1 e la sera del 3 novembre 2020. Analizzando la chat con la compagna, è emerso come ci fosse un messaggio inviato alle ore 20.34 e letto alle ore 20.54 dal Lupino, sintomo del fatto che i due potessero non essere assieme in quell'orario. 

Analizzando il cellulare di Lupino in comparazione con il cellulare della Novak, gli stessi appaiono agganciare celle compatibili con l'area della villetta di Corte Nardi, nell'orario in cui è stato commesso il delitto, da ricondursi tra la sera del primo novembre e la notte del due novembre 2020. Analogamente, le dichiarazioni dei due risultano contraddette anche con riferimento a quanto successo la sera del due e la notte del 3 novembre 2020. Ed infatti, tra Lupino e la compagna, ma anche con il figlio risultano diverse interazioni telefoniche via Whatsapp, ma anche di traffico voce, a dimostrazione che Lupino, tra le ore 23.15 del 2 e l'1.15 del 3 novembre l'uomo non era assieme al proprio nucleo familiare così come dichiarato. Ma l'elemento che ha destato maggior interesse investigativo in termini di indiziarietà nei confronti di Lupino è quanto ricostruito la mattina del 3 novembre 2020. La coppia, che nella vita svolge la professione di tatuatori in un annesso prospiciente alla propria abitazione, ha dichiarato che la mattina del 3 novembre avrebbero realizzato un tatuaggio ad un ragazzo, che sarebbero andati insieme a tatuarlo e che dopo, per dichiarazione della compagna, Lupino lo avrebbe tatuato. Gli investigatori sono arrivati all'identità del soggetto e, sentito a sommarie informazioni, il cliente ha riferito di essere stato accompagnato nello studio di tatuaggi dalla coppia intorno alle 9 e un quarto del 3 novembre, ma che poi ad effettuare il tatuaggio sarebbe stata la compagna di Lupino e non già Lupino come pattuito. Mentre la compagna era impegnata a fare il tatuaggio, il cliente avrebbe notato Lupino portare via dei sacchi neri dalla propria abitazione in direzione del luogo ove aveva parcheggiato la macchina, per poi rivederlo tornare intorno alle ore 11.

Gli orari

La fascia oraria è particolarmente cruciale, perché è il momento nel quale il cellulare della Novak, il cui segnale appare assente dai tabulati da circa 25 ore, torna ad esprimere traffico di cella. Dopo circa 7 minuti da quell'accensione, di converso il cellulare di Lupino smette di produrre traffico, mentre quello della Novak, dopo un minuto, inizia ad agganciare varie celle, anche non compatibili con la corte, per poi tornare a spegnersi. Al fine di verificare i transiti di quei minuti, sono state analizzate le immagini di due telecamere di videosorveglianza collocate nel Comune di Orentano, una collocata ad un quadrivio ad 1,63 km dall'abitazione del Lupino ed una nel centro d'Orentano. Entrambe immortalano il passaggio di un Fiat Freemont bianco compatibile per caratteristiche ed optionals con quello di proprietà ed in uso a Lupino con a bordo alla guida un soggetto di sesso maschile abbigliato così come era stato descritto Lupino dal cliente. Ponendo in comparazione il traffico di cella del cellulare della Novak con il transito di quel mezzo ripreso dalla telecamera, è emersa una compatibilità tra la cella agganciata dalla Novak e l'itinerario percorso da quel veicolo.

La ricostruzione 

L'assassinio di Krystyna, della quale si cerca ancora il corpo, forse nella boscaglia vicino alla casa in cui abitava col compagno a Orentano, sarebbe stato commesso, con una pistola tra la sera dell'1 e la notte del due novembre nella sua abitazione. Il presunto omicida avrebbe poi cercato di cancellare le tracce del delitto nelle sere del 2 e 3 novembre e poi messo in scena un meditato depistaggio per simulare l'allontanamento volontario di Krystyna, usando il suo cellulare a bordo della propria auto. Tra gli indizi che hanno portato all'arresto del presunto omicida ci sono le tracce di sangue di Krystyna, parzialmente ripulite, rinvenute in diversi punti dell'abitazione e l'incrocio di alcune testimonianze.

Nell'abitazione dove sarebbe avvenuto l'omicidio, gli inquirenti hanno rilevato una scheggiatura con residui compatibili con un proiettile uguale a quello trovato nel corpo del cane di Gonzales che Lupino avrebbe 'giustiziato' con un colpo in testa nel luglio 2020. Le analisi sono state eseguite dalla Polizia Scientifica di Firenze e di Roma anche sui resti del cane che e' stato appunto dissotterrato. Analizzando poi il cellulare del presunto omicida in comparazione con il cellulare della Novak, gli inquirenti hanno rilevato che entrambi agganciano celle compatibili con l'area di Corte Nardi, dove abitava Krystyna, nell'orario in cui viene commesso il delitto. Oltre ad alcune discordanze nelle versioni di Lupino e della sua compagna, in relazione all'alibi dell'uomo nelle sere del 2 e 3 novembre, e' la testimonianza di un cliente a incastrare in qualche modo il presunto assassino di Krystyna. L'uomo, che nella vita con la moglie fa il tatuatore in un annesso vicino a casa, dichiara alla polizia che la mattina del 3 novembre realizza un tatuaggio a un ragazzo. Il giovane, ascoltato dagli inquirenti, riferisce pero' di essere stato tatuato dalla compagna, mentre lui viene visto portar via da casa dei sacchi neri infilandoli in macchina. La fascia oraria, tra le 9 e le 11, e' cruciale per gli investigatori, perche' e' quella in cui si riattiva, dopo 25 ore, il cellulare di Krystyna che inizia ad agganciare le stesse celle compatibili con il tragitto seguito dalla macchina di Lupino e registrato dalle telecamere di sorveglianza del Comune di Orentano. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il primo novembre Krystyna riceve una prima visita di Francesco Lupino, intorno alle 9.30, mentre e' in casa e parla via Whatsapp con un'amica di nome Julia, residente in Ucraina. Durante la telefonata con Julia, Lupino suona al citofono "per avere sue notizie - spiegano gli inquirenti e per sapere se avesse bisogno di qualcosa. In quella circostanza la ragazza si affaccia e vedendo che si tratta del Lupino, prima gli riferisce di non aver bisogno di niente e poi, data la sua insistenza, la Novak fa un gesto come per mandarlo "a quel paese"". La scena viene raccontata da una vicina di casa, che nota la stizza dell'uomo andar via sgommando con l'auto. Nella stessa serata, Krystyna chatta con le amiche, confida loro la speranza di riabbracciare presto il fidanzato che, in quanto incensurato, potrebbe essere scarcerato, e cerca un film d'amore su google. Un film che non vedra' mai, perche' probabilmente morira' proprio quella sera.