Lo staff del «Pesce fuor d’acqua»
Lo staff del «Pesce fuor d’acqua»

Cascine di Buti, 10 febbraio 2019 - La cucina  come terapia di socializzazione e strumento di indipendenza. Nasce a Cascine di Buti l’Osteria sociale «Il pesce fuor d’acqua» targata Arci. Negli spazi del circolo Le Vigne giovedì 21 febbraio alle 19 sarà inaugurato il locale che vuole incarnare allo stesso tempo un piccolo grande sogno che si realizza, ma anche un importante esperimento sociale. «Il Pesce fuor d’acqua – racconta Chiara Bini coordinatrice del Progetto Solidarietà dell’Arci – nasce dal percorso che da anni portiamo avanti con 25 ragazzi con disabilità. La cucina faceva semplicemente parte dei tanti laboratori organizzati e che hanno lo scopo di acquisire competenze per la vita di tutti giorni, dal fare la spesa, alla gestione del denaro fino all’utilizzo dei mezzi pubblici. Il laboratorio di cucina in particolare nasce dal mio amore per i fornelli».

Di lezione in lezione un gruppetto di ragazzi ha scoperto talento e passione per la materia e quella che era iniziata da una piccola grande necessità legata alla ricerca di indipendenza individuale è diventata una cosa da approfondire e un possibile sbocco lavorativo. «Con una decina di ragazzi – continua la Bini – abbiamo iniziato a fare piatti via via più complessi, negli anni abbiamo organizzato cene e ci siamo cimentati nella stesura di un ricettario con piatti tutti rivisitati da noi. Adesso al circolo le Vigne possiamo realizzare il nostro sogno grazie al contributo dell’ 8x1000 ricevuto dalla Chiesa Valdese». 

Il comitato Arci Valdera ha, infatti, vinto un bando indetto dalla chiesa evangelica. Ragazzi e operatori hanno seguito corsi dell’haccp ma anche per cucina vegana, vegetariana e per celiaci. La cucina dell’osteria sarà aperta una volta a settimana il giovedì sera. I menù sono stati stilati insieme a Moira Volterrani dell’associazione Buon Pro mentre in cucina ci sarà Alice Carlotti, ex volontaria Arci che ha intrapreso la carriera di cuoca.

«Insieme a me ci saranno anche gli operatori del Progetto solidarietà – racconta – Letizia Paoletti e Paola Faloschi più i volontari del servizio civile. I ragazzi saranno coinvolti in tutte le parti legate alla ristorazione, dalla spesa, alle preparazioni dei piatti, fino all’accoglienza in sala. Per noi è sì la realizzazione di un sogno ma anche un grande punto di partenza. Il nostro obiettivo è che questo diventi propedeutico all’inserimento lavorativo per i ragazzi».