Orentano (Pisa), 4 aprile 2021 - C’è un’intercettazione ambientale, ritenuta importante, a remare contro Francesco Lupino – che si proclama innocente – ritenuto dagli inquirenti il killer di Khrystyna Novak, 29 anni. E’ quella nella quale parlando con un vicino di casa, Lupino – si apprende – afferma di come avrebbe dovuto gestire il cellulare la Novak stessa per far perdere le proprie tracce nel caso di una ipotetica fuga. L’intento dell’uomo, secondo le indagini, sarebbe stato quello di attuare un depistaggio finalizzato a simulare l’allontanamento volontario della donna. I passi e le parole di Lupino sono stati messi sotto la lente: letti attraverso analisi tecniche, ma anche in riscontro a testimonianze importanti. Secondo la Procura la mattina del primo novembre Lupino suonò al citofono della villetta dove la Novak – scomparsa da Orentano il 2 novembre scorso – era rimasta sola dopo l’arresto del suo fidanzato, il 41enne imprenditore Airam Gonzalez. La ragazza vedendo che si trattava di Lupino, prima gli riferì che non aveva bisogno di niente e poi, data l’insistenza del tatuatore, con un gesto di stizza dalla finestra lo mandò via.

Khrystyna Novak

Alla scena assistette una vicina che ha riferito di aver visto il Lupino, a seguito del gesto della ragazza, andare via in maniera nervosa, sgommando con la macchina. Ma secondo gli inquirenti il 49enne tornerà un seconda volta, la sera. Per ucciderla. Lupino, secondo quanto riferito dal Gonzalez e riscontrato nelle chat whatsapp, aveva disponibilità delle chiavi della villa dell’imprenditore, dove si svolgevano i traffici illeciti tra i due. E aveva anche la pistola che, secondo le indagini, potrebbe aver utilizzato per zittire la Novak e vendicarsi su Gonzalez che voleva chiudere i rapporti. Del fatto che il Lupino avesse nella disponibilità proprio quella pistola è stato accertato, oltre che dalle dichiarazioni del Gonzalez e da un altro conoscente del Lupino, da una immagine scattata ad agosto 2020 con il cellulare del tatuatore e trovata negli accertamenti sull’apparecchio: una Tanfoglio Limited.

Ritenuta l’arma del delitto sulla cui scena lo collocherebbe anche l’analisi dei telefonini. Analizzando il cellulare del Lupino in comparazione con quello della Novak, gli stessi appaiono agganciare celle compatibili con Corte Nardi, nell’orario in cui fu commesso l’omicidio nel punto della casa dov’è sparito uno zerbino. Si era macchiato a seguito del delitto e il presunto assassino, non sapendolo ripulire, come invece avrebbe fatto per terra e sul muro, lo ha gettato? Ma quando? Tra le ipotesi pare ci sia quella che sia stato gettato la stessa mattina in cui riprese vita per pochi minuti il cellulare della ragazza che sarebbe stato fatto muovere dalla corte per simulare una fuga volontaria.