Manifesto contro il gender a Pontedera, la onlus: "Non toglietelo, non è offensivo"

Le roventi polemiche sullo slogan: parla Pro Vita & Famiglia, che ha promosso l'affissione. Il Comune vuole togliere tutto. La Regione: "Il messaggio veicolato dal cartello è vergognoso"

Il manifesto contro il gender (Fotocronache Germogli)
Il manifesto contro il gender (Fotocronache Germogli)

Pontedera, 3 ottobre 2022 - «A Pontedera la libertà di pensiero ed espressione è ormai un lontano ricordo. La nostra campagna di affissioni stradali per tutelare i bambini dall’indottrinamento gender vuole, infatti, essere censurata dal Sindaco Matteo Franconi e dall’assessore Carla Cocilova, che chiamano in causa una legge non solo inapplicabile ma che soprattutto non ha nulla a che fare con i nostri manifesti". Lo scrive Pro Vita & Famiglia Onlus, che ha promosso un'affissione che ha provocato roventi polemiche.

Si tratta di un manifesto contro la teoria gender, comparso nella zona della stazione dei bus. Manifesto regolarmente affisso pagando i tributi comunali come avviene in questi casi ma che ha creato una bufera. L'assessore regionale Alessandra Nardini hanno definito il manifesto "Vergognoso", mentre dal canto suo il Comune ha avviato l'iter per la rimozione, trovando il messaggio "lesivo e non rispettoso delle libertà individuali".

"Basta confondere l’identità sessuale dei bambini. Stop gender": questa la scritta sul manifesto. 

"Nelle affissioni - dice Pro Vita & Famiglia onlus con Donatella Isca, referente regionale per la onlus stessa - non c’è nessun tipo di messaggio né violento, né discriminatorio, né stereotipato o offensivo, né sessista. La nostra campagna vuole solo difendere i bambini da argomenti inadatti ai più piccoli e tutelare il diritto dei genitori ad avere piena libertà educativa per i propri figli, respingendo così ogni ideologia gender dalle scuole. Inoltre, la norma chiamata in causa da chi ci vuole tappare la bocca è inserita nel Codice della strada nel 2020, ma è attualmente inapplicabile poiché mancano i decreti attuativi ministeriali previsti dalla stessa e mai emanati. Pertanto, tali disposizioni non sono invocabili nemmeno in astratto per censurare il messaggio di Pro Vita & Famiglia che, comunque - lo ribadiamo - non è in alcun modo offensivo né illegale. L’unica cosa di illegale e vergognosa è la censura nei nostri confronti. Non ci faremo fermare ma proseguiremo, come sta avvenendo in tutta Italia con webinar informativi per genitori e una petizione popolare che ha raccolto oltre 28.000 firme per chiedere che il Ministro dell’Istruzione del nuovo governo difenda proprio la libertà educativa».