Lupi (foto di archivio)
Lupi (foto di archivio)

Volterra, 21 settembre 2018 - L’incontro con il fiabesco animale ha rischiato di mandare l’allevatore dritto in ospedale: l’emergenza lupi, con la brutta aria che tira, schizza sempre più alle stelle, e la paura regna sovrana nei campi e nei pascoli dell’Alta Valdicecina. Se l’è vista brutta, un contadino residente nel Volterrano, quando qualche mattina fa si è ritrovato quasi faccia a faccia con le fameliche fauci del predatore dei boschi. Pronto ad attaccarlo. «Ero sotto choc, meno male che la bestia non mi è saltata addosso. Posso accendere un cero in chiesa – ci racconta il 67enne agricoltore – stavo tranquillamente lavorando in un pezzo di terra fra Montecatini e Volterra, a bordo del mio trattore. Ho visto spuntare il lupo, anzi sono quasi sicuro che si trattasse di una femmina. Stava lì ferma, a guardarmi mentre sbadigliava di continuo, sicuramente per la fame».

L’uomo ha cercato di non farsi prendere dal panico. «Ho iniziato a girare su e giù con il trattore per i campi. Un giro dopo l’altro quando, a un certo punto, l’animale ha provato a salire sul mio trattore con la bocca spalancata e le zanne in bella vista. Mi si è gelato il sangue nelle vene. Aveva una gran fame, si vedeva bene. E credo che mi avesse scambiato per il suo pasto. Ho ingranato la marcia del trattore, non potevo fare altro, e la lupa si è allontanata di scatto ed è tornata nella macchia, dove credo avesse lasciato la sua cucciolata». Dunque, i lupi si avvicinano con sfrontatezza anche agli umani: stavolta è andata bene, perché l’agricoltore (nonostante una comprensibile paura) non ha riportato neppure un graffio. Ma vien da sé che questa emergenza, scandita da una convivenza uomo-lupo praticamente impossibile, stia raggiungendo il suo apice. «I lupi circolano liberi vicino ai nostri poderi – ci spiega ancora l’agricoltore, scampato all’attacco del predatore – che cosa dobbiamo fare, barricarci dentro casa? Conosco tanti pastori disperati, subiscono attacchi continui. Quando cinque pecore, quando dieci: è una mattanza infinita».

Ilenia Pistolesi