Ha chiesto scusa. Poche parole, davanti il collegio del tribunale di Pisa (presidente Burfardeci, a latere Mirani e Messina) dicendo di aver solo tentato di riconquistare in ogni modo quella donna con cui erano stati tanto innamorati fin da ragazzini. Ma queste parole non gli sono valse l’assoluzione. Il collegio, dopo una lunga camera di consiglio, ha...

Ha chiesto scusa. Poche parole, davanti il collegio del tribunale di Pisa (presidente Burfardeci, a latere Mirani e Messina) dicendo di aver solo tentato di riconquistare in ogni modo quella donna con cui erano stati tanto innamorati fin da ragazzini. Ma queste parole non gli sono valse l’assoluzione. Il collegio, dopo una lunga camera di consiglio, ha condannato il 40enne a 2 anni e 8 mesi di reclusione ritenendolo colpevole di lesioni personali e tentata violenza sessuale. Il pubblico ministero Sisto Restuccia, in requisitoria, di anni ne aveva chiesti tre sottolineando le condotte dell’uomo: ha provato ad avere contatti sessuali con la donna, usando l’aggressività e per la procura il racconto della persona offesa è credibile, logico e riscontrabile con gli accertamenti svolti dalla polizia e con le testimonianze. L’uomo non accettava la fine del rapporto sentimentale e in due episodi, nel 2014 e nel 2016 si sarebbe reso responsabile dei fatti a lui contestati. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Antonella Antonelli, ha sottolineato al collegio come il caso vada letto nel quadro complessivo di una storia che è stato un grande amore, della quale il 40enne non si rassegnava alla fine e cercava occasioni di incontro. Quindi l’uomo avrebbe, pur sbagliando metodo, cercato di recuperare un rapporto con nuovi approcci con la moglie. L’uomo, in precedenza era già passato dall’aula penale di Pisa, sempre per questioni con la moglie. Quella stessa moglie che l’ha rimandato a processo. Dopo la separazione la donna avrebbe ripreso a portare da lui

i figli, per farglieli vedere. Ecco, quelle sarebbero state le occasioni nelle quali il 40enne avrebbe messo in atto le condotte che gli sono valse la condanna. La moglie era parte civile nel processo con l’avvocato Pieri.

Carlo Baroni