Gesualdo Sapienza
Gesualdo Sapienza

Volterra (Pisa), 22 marzo 2019 - Non è rientrato dal permesso di necessità, un permesso concesso dal magistrato di sorveglianza ai detenuti in caso di necessità familiari: il galeotto Gesualdo Sapienza, che sta scontando una pena per omicidio volontario, non si è presentato ieri alle 11 alla porta del Maschio di Volterra. Per il detenuto 58enne siciliano è scattata una denuncia per evasione, come ci ha confermato ieri sera la direttrice del carcere Maria Grazia Giampiccolo.

«Aveva ottenuto un permesso di necessità, che può concedere il magistrato di sorveglianza di fronte a particolari situazioni familiari del detenuto. Ieri non è rientrato, ma voglio subito precisare che questo tipo di permesso non è legato, in alcun modo, ai percorsi premiali che vengono concessi ai detenuti». Sapienza è diventato ufficialmente un “fantasma” da ieri mattina: il galeotto nei giorni scorsi è partito dal colle, direzione Sicilia, per un problema legato alla sfera familiare.

E non ha più fatto ritorno nel carcere di Volterra. Sapienza ha alle spalle un “robusto” curriculum criminale: nel 2011, è stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione per aver ucciso, con tre colpi sparati da un fucile da caccia, il 35enne Carmelo Ferraro, un operatore ecologico di Palagonia (provincia di Catania) che aveva fatto irruzione nella sua casa, minacciandolo con una spranga. Sapienza fu condannato per omicidio volontario, con l’attenuante della provocazione. E negli anni precedenti a questa condanna, altre “burrasche” avevano inquinato la vita del galeotto: nel 1981 era nella gang di banditi che, ancora in Sicilia, durante una tentata rapina, assalirono un pullman di linea, freddando l’autista del bus e un avvocato. Il galeotto fu ritenuto l’esecutore materiale del duplice omicidio. E spunta un precedente dal passato dell’uomo perché Sapienza, nel 1996, evase dal carcere di Perugia durante un permesso. La vicenda riporta alla memoria la clamorosa evasione di un altro detenuto nel carcere di Volterra, il tunisino Ismail Kammoun, sparito nel nulla due estati fa durante un permesso premio. Una condanna all’ergastolo per omicidi legati ai clan malavitosi, una vita inghiottita in un cono d’ombra dal luglio del 2017. Una fuga, quella di Kammoun, sicuramente agevolata dalla mano di un complice. Mentre adesso è già caccia aperta a Gesualdo Sapienza.