LUCA BONGIANNI
Cronaca

Declassamento teatro. FdI: "Città ai margini"

PONTEDERA "Chi doveva difendere il Teatro Era ha fallito" tuona Matteo Bagnoli, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Il Teatro Era, come...

Il Teatro Era è stato declassato, non avrà più il titolo “nazionale“. Ora l’opposizione insorge contro il sindaco Franconi

Il Teatro Era è stato declassato, non avrà più il titolo “nazionale“. Ora l’opposizione insorge contro il sindaco Franconi

PONTEDERA"Chi doveva difendere il Teatro Era ha fallito" tuona Matteo Bagnoli, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Il Teatro Era, come quello di Rifredi e la Pergola di Firenze, non sono più teatro nazionale. L’opposizione pontederese punta il dito contro il primo cittadino, vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana. "Il sindaco Franconi – dice Bagnoli – dopo mesi di silenzi e di ruolo passivo da seconda fila, ora si dice pronto a "percorrere tutte le strade" per salvare il Teatro della Toscana e il Teatro Era. E per fare questo ci comunica di essersi recato a Roma a interloquire col Ministero. Vogliamo dare per scontato che sia veramente preoccupato per le sorti del teatro, e come potrebbe non esserlo, e checché ne dica, la sua "marcia" su Roma è palesemente il tentativo di riguadagnare credibilità politica nella cittadinanza ed in particolare in quel mondo della sinistra pontederese, che più attento ai profili culturali della città, sui social formalmente lo attacca, anche se allo stesso tempo cerca di dargli suggerimenti utili". E ancora Bagnoli. "Peccato – prosegue il leader dell’opposizione – che le strade da percorrere dovessero essere battute prima, quando c’era ancora tempo per dare voce al peso della nostra città e provare a contare davvero. Ma ancora prima, quando per il Teatro Era è stata svolta l’attività di programmazione (considerata inadeguata) che sta portando al suo declassamento. Il sindaco di Pontedera non è un osservatore esterno: è vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana. Il declassamento di oggi non può essere liquidato come una ingiustizia puramente politica, frutto delle diatribe sui teatri fiorentini, come se il sindaco fosse estraneo alla vicenda. Pontedera è rimasta ai margini delle decisioni. Un sindaco con la S maiuscola si sarebbe posto il problema molto prima, ed avrebbe portato la questione all’attenzione di tutti, senza considerare il confronto come un ostacolo o sintomo di debolezza".