Un momento dell'intervista
Un momento dell'intervista

San Miniato, 18 novembre 2017 - "Abbiate il coraggio di stare dalla parte della giustizia, dei più deboli, dei biosgnosi: quando vedete un compagno in difficoltà stategli vicino, una classe è come una squadra. E poi studiate perchè siete il futuro di questo paese». Volto travisato, occhi pungenti, ma anche battuta pronta, linguaggio semplice e diretto, quello del comandante Alfa,  pluridecorato del Gis, siciliano del paese del super latitante Matteo Messina Denaro, che ha presentato agli studenti del «Cattaneo» il suo ultimo libro «Io vivo nell’ombra». L'iniziativa è stata organizzata dalla locale Associazione Carabinieri guidata dal Luogotenente Patti.  Il  comandante Alfa ha partecipato alle numerose operazioni d’alto rischio del gruppo d'intervento speciale dell'Arma, del quale è uno dei fondatori ed istruttore: dal primo intervento nel carcere di Trani, ai più famosi casi sequestri di persona (molti risolti). La sua identità deve rimanere segreta per motivi di sicurezza. 
Cosa significa essere un uomo del Gis e, in particolare, essere il comandante Alfa?
"Significa credere nella libertà, nelle istituzioni e nella democrazia. Per tutto questo ho fatto grandi sacrifici, vivo nell'ombra, ma ho avuto grandi soddisfazoni. Siamo un reparto apprezzato in tutto il mondo e che è intervenuto nei più pericolosi teatri di guerra all'estero oltre che in Italia contro mafia e terrorismo".
Ha mai avuto paura?
"Certo. La paura fa parte di noi, ci conviviamo. Ma non ci facciamo condizionare. Siamo una squadra; di più, siamo una famiglia: questa è la nostra forza e così superiamo gli ostacoli portando all'obiettivo la missione".
Il Gis nacque come risposta al terrorismo, negli anni '70. Oggi viviamo una nuova stagione di terrore con l'Isis. Come reagire?
"Quello dell'Isis è un terrorismo cattivo e imprevedibile: sconfiggerlo è la sfida del nostro tempo. Sono pericolossimi lupi solitari, presenze insospettabili, capaci di fare grandi stragi, improvvise, ad ogni ora del giorno e della notte, a basso costo. Mettere in piedi attentati costa molto economicamente: ma l’Isis, sfruttando bene anche la forza di Internet, utilizza questi soggetti che, se li analizziamo, sono dei deboli reclutati con la religione. La loro forza è l’imprevedibilità. Comunque noi studiamo tutte le loro azioni, i dettagli di ogni attentato, per imparare a conoscerli sempre di più. L’Isis è una altra cosa rispetto al terrorismo per cui siamo nati come gruppo speciale e che abbiamo combattuto: quello, con le leggi dello Stato, con l’opera di grandi uomini, lo abbiamo sconfitto. Così come molte vittorie le abbiamo messe a segno contro la mafia». 
Rifarebbe tutto dall'inizio? 
«Sono soddisfatto di essere Alfa, e rifarei tutto da capo. Ho servito lo Stato al massimo, con grandi sacrifici, anche con paura ma ho avuto soddisfazioni straordinarie: cosa c’è di più bello del sorriso di una bimba liberata dopo tre mesi di sequestro?  L’unica cosa è il rammarico delle rinunce che hanno dovuto fare i miei figli e la mia famiglia. Io l’infanzia dei miei figli non me la sono goduta, forse l’unico rimpianto è questo. Ma ora i miei figli sanno perchè babbo non c'era». E' Alfa.