Don Massimo Biancalani
Don Massimo Biancalani

Pistoia, 15 novembre 2018 - Il Tar ha sospeso l'ordinanza del Comune suilla non idoneità dei locali di Vicofaro destinati all'accoglienza limitatamente al Cas, ovvero al centro di accoglienza che don Massimo Biancalani gestisce sotto il controllo della prefettura. In sostanza il tribunale amministrativo ha stabilito che l'ordinanza del Comune non può impedire la presenza del Cas, e dunque l'accoglienza dei migranti dentro il progetto, a Vicofaro, ma lo stesso Cas deve essere autorizzato dalla prefettura che nel frattempo aveva richiesto lavori di adeguamento.

«La notizia ci è arrivata stamattina e siamo soddisfatti - ha detto don Biancalani - L'accoglienza abbiamo continuato a farla, ma il problema era che l'ordinanza del Comune ci aveva di fatto tolto la legalità e quindi i nostri ragazzi quando andavano in questura per rinnovare i documenti, venivano respinti, perché il nostro centro non risultava in regola. Ora, invece, possiamo ricominciare come prima».

Intanto sono in corso i lavori per la messa a norma della struttura. «In questo momento - prosegue don Biancalani - stiamo completando i lavori della centrale termica, siamo ancora senza acqua calda, ma gli interventi stanno procedendo. Per i ragazzi che ospitiamo il pronunciamento del Tar è una cosa molto positiva e anche a noi dà speranza di poter continuare con la nostra missione». Al momento nel centro di Vicofaro sono ancora ospitati una settantina di migranti. «Una trentina - riprende don Biancalani - sono stabili, gli altri più o meno di passaggio, si fermano uno o due mesi, poi ripartono, ma ne arrivano sempre di nuovi».

Dal canto suo l'amministrazione, con una nota, spiega che 'il Tar, pronunciandosi sull’istanza di sospensione' proposta da don Biancalani, 'ha ritenuto di non dover sospendere l’efficacia dell’ordinanza emessa dal Comune per quanto riguarda l’accoglienza cosiddetta “fuori progetto”, ovvero quella non riconducibile all’attività di accoglienza autorizzata dalla Prefettura'. Il tribunale amministrativo, sottolinea il Comune, nel suo dispositivo ha sospeso “l’efficacia del provvedimento impugnato (ovvero l’ordinanza del Comune) nella parte in cui vieta totalmente anche l’attività del Cas che invece, entro i limiti prestabiliti, risulterebbe autorizzata”.

'In ogni caso l’attività nel Centro di accoglienza straordinario (Cas) - si chiude la nota dell'amministrazione - in questione era già stata sospesa dalla prefettura precedentemente all’emissione del provvedimento comunale'.