Alessandro Tomasi nel mirino dei sostenitori di don Massimo Biancalani
Alessandro Tomasi nel mirino dei sostenitori di don Massimo Biancalani

Pistoia, 17 febbraio 2019 - E’ bastato un post su Facebook di don Massimo Biancalani con la foto di una parte della canonica di Vicofaro demolita a scatenare il peggio della rete. Un’immagine che il parroco ha commentato con «Resisteremo, andiamo avanti», riferendosi all’ospitalità per i richiedenti asilo.

Da quelle parole è scattato il putiferio. Tutti i commenti, o gran parte di loro, sono stati contro il sindaco Alessandro Tomasi. Quasi tutti gli utenti hanno infatti creduto che fosse stato proprio il Comune, magari di notte, a distruggere la zona della cucina in cui il parroco ospita i richiedenti asilo e allestiva ogni settimana la ‘Pizzeria del rifugiato’.

Ed è proprio per questo che ieri, il primo cittadino in persona, ha dovuto replicare sulla sua pagina social al commento «inqualificabile» di un post in cui un cittadino gli aveva augurato l’inferno. Lo ha voluto fare per spiegare che il post del prete del Vicofaro mostrava semplicemente il via dei lavori in parrocchia, richiesti dallo stesso don Massimo, dopo le irregolarità riscontrate dai vigili del fuoco. Una querelle che va avanti oramai dall’estate quella tra Comune e parrocchia.

Dopo i controlli scattati sulla struttura che ospita attualmente un centinaio di migranti, la città si è divisa tra chi «chiede rigorosa legalità» e chi vede dietro l’ordinanza di chiusura del dirigente all’urbanistica «un razzismo velato». Per tutto l’autunno la battaglia si è spostata all’interno del tribunale amministrativo regionale, battaglia vinta in parte da don Massimo: il Tar, proprio a febbraio, ha dichiarato illegittima l’ordinanza perché non è stata firmata dal sindaco Tomasi. Nonostante questo il clima resta teso. E l’ultimo post su Facebook del parroco lo dimostra. Una foto che ritrae il via delle demolizioni in parrocchia è riuscito a scatenare i peggiori commenti che solo gli utenti abituati a frequentare i social possono comprendere. Commenti talmente offensivi che Tomasi è stato spinto a replicare pubblicamente, sempre a mezzo social.

«Nessuno ha approfittato della notte per demolire a sorpresa alcunché. Il Comune ha rilevato alcuni abusi durante i controlli fatti insieme ad Asl e vigili del fuoco nel 2018 sui centri di accoglienza del territorio. L’esito delle verifiche edilizie svolte a Vicofaro è stato formalizzato in data 16 gennaio 2019 dal Comune con una diffida all’utilizzo di alcuni spazi abusivi. In data 8 gennaio 2019 era arrivata dalla parrocchia una comunicazione di inizio lavori per la demolizione delle opere». La «guerra fredda» continua.

Michela Monti