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10 mag 2022

Si apre la fase decisiva per Alival Tavolo in Regione con la proprietà

Oggi incontro a Firenze per convincere la multinazionale Lactalis a non chiudere la fabbrica nel 2023

C’è grande attesa per l’incontro in programma oggi in Regione tra i i rappresentanti di Lactalis, la multinazionale proprietaria di Alival, i sindacati e Valerio Fabiani, consigliere del governatore Eugenio Giani per le crisi delle imprese. I sindacati Cgil, Cis e Ugl tenteranno di dissuadere i vertici di Lactalis dal chiudere lo stabilimento ad inizio 2023, con la perdita di 78 posti, come annunciato nelle scorse settimane. Il mancato utilizzo di forme di ammortizzazione sociale nei mesi precedenti alla crisi fa sperare di poter trovare una soluzione diversa dalla chiusura dello stabilimento. "L’azienda – sottolinea Carla Ciocci, responsabile nazionale di Ugl-agroalimentare e reggente provinciale a Pistoia – non ha utilizzato nei mesi scorsi ammortizzatori sociali, se si esclude un brevissimo periodo durante il lockdown, comunque molto meno di quello che avrebbe consentito la legge. Per questo la decisione di chiusura totale della sede di Ponte Buggianese ci sembra oltremodo esagerata e fuori luogo, vista la sostanziale assenza di un percorso di crisi. Vogliamo capire, e speriamo di farlo, il motivo di tanta fretta nel voler chiudere".

Un’altra prospettiva potrebbe arrivare dalla sinergia con lo stabilimento "gemello" di Porcari, dove la proprietà ha annunciato di voler procedere ad un piano di investimenti.

"I lavoratori di Ponte Buggianese potrebbero essere assorbiti in quest’altra sede non eccessivamente distante da quella originaria. Tutte le opzioni sono ancora sul tavolo, col nostro obiettivo di salvaguardare in tutto e per tutto il posto di lavoro per i dipendenti". Lavoratori ma soprattutto persone che, in alcuni casi, sono all’interno dell’azienda anche da molti anni.

"Si tratta di opeai che hanno contribuito a fare grande quest’azienda, sono stati per anni come una grande famiglia – sottolinea Ciocci – e l’ultima cosa che si meritano è quella di essere lasciati senza un futuro come è stato prospettato in questa prima fase dalla proprietà".

A livello meramente formale, la scelta di chiudere del gruppo Lactalis non viola nessuna norma ma, sottolineano i sindacati, "se esiste la libertà di impresa, esiste anche la responsabilità sociale. Ci sono numerosi strumenti previsti dalla legge che possono indurre un’impresa a fare un passo indietro rispetto alle decisioni annunciate, scongiurando la chiusura del sito produttivo e i licenziamenti e mettendo in campo un processo di rilancio. Nell’incontro noi spingeremo in quella direzione, sperando di trovare apertura e non chiusura da parte della proprietà".

Francesco Storai

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