"In merito alle dichiarazione dell’assessore Morelli in risposta all’esposto presentato dalla nostra associazione al prefetto e alla procura della Repubblica – scrive Salvatore Leggio di “Pescia è di tutti“ – vorremmo ricordargli che l’Unione Sovietica non esiste più da 30 anni. Forse è arrivato il momento di aggiornarsi. Che Morelli voglia ricevere solo applausi scroscianti per il suo lavoro lo dimostra l’altezzosità delle sue risposte. Ci dispiace, ma noi siamo abituati a leggere gli atti che nella stragrande maggioranza dei casi sono in netto contrasto con quanto l’amministrazione afferma pubblicamente. È successo così a Collodi e sta avvenendo la stessa cosa per il Piano operativo. Se Morelli pensa, con le sue parole, di fermare l’azione di liberi cittadini che utilizzano gli strumenti previsti dalla legge per far valere un punto di vista diverso dal suo, si sbaglia di grosso e se come è così sereno del suo operato, non dovrebbe temere di sostenere pubblicamente le sue scelte né eventuali controlli sull’azione amministrativa. Abbiamo scritto al prefetto e per conoscenza alla Procura, perché a Pescia succede anche che si approvi un Piano operativo in piena pandemia, impedendoci come cittadini di venire in consiglio. Se aver segnalato la cosa alle autorità competenti è secondo lei una colpa, sappia che ne andiamo fieri. Siamo cittadini, non suoi sudditi".