SAVERIO MELEGARI
Cronaca

La mannaia sui fondi Pnrr, la Toscana perde ottanta milioni. I numeri nel Pistoiese

La provincia di Pistoia dovrà rinunciare complessivamente a 815.892 euro da oggi fino al 2026. Un decreto interministeriale stabilirà i risparmi che le amministrazioni dovranno iscrivere a bilancio

La mannaia sui fondi Pnrr, la Toscana perde ottanta milioni. I numeri nel Pistoiese

Pistoia, 7 giugno 2024 – C’è chi non ha perso un euro di quelli che, in quantità importante, sono arrivati dal Pnrr e quindi rimane nelle retrovie portando avanti i propri progetti cercando di rispettare le tempistiche stringenti che il grande piano su scala europea post-pandemia chiede ai Comuni. Però, ci sono anche quelli che, a fronte di introiti differenti e più cospicui, si vedono arrivare la mazzata. Una mannaia che, per la provincia di Pistoia, ammonta complessivamente a 815.892 euro da oggi fino al 2026 per il nostro territorio che rientra in un quadro ben più ampio, e poco rassicurante, di 80 milioni di euro in meno in tutta la Toscana nel giro di due anni. Tutto questo verrà stabilito da un decreto interministeriale che andrà a mettere nero su bianco i risparmi che le varie amministrazioni comunali dovranno iscrivere a bilancio per rimanere dentro i conti complessivi dei fondi Pnrr, a soli due anni dal famoso 30 giugno 2026 quando tutti i progetti dovranno essere portati a termine pena il recupero delle risorse ed il rischio di ritrovarsi con numerose cattedrali nel deserto un po’ ovunque. Questo taglio diverrà realtà, quasi sicuramente, entro la fine di questo mese e colpirà vari settori: ci sarà chi, magari, dovrà rinunciare a un agente di polizia municipale piuttosto che la sistemazione di qualche edificio pubblico, fino a qualche digitalizzazione di documenti pubblici in meno oppure dei servizi sociali meno puntuali.

Rimanendo fermi su ciò che potrà succedere nella nostra provincia, secondo le stime diffuse il Comune che ne risentirà di più è il capoluogo, ovvero anche quello che ha beneficiato di maggiori fondi del Pnrr (si pensi, soltanto, ai 20 milioni per tutto il comparto di San Lorenzo per non parlare delle manutenzioni straordinarie alle scuole, la cittadella al Legno Rosso, la Ciclovia del sole per il tratto pistoiese e altro ancora): la sforbiciata, in questo caso, sarà di poco più di 280mila euro (281.567).

A livello di capoluoghi, però, Pistoia è quella che ne subisce meno (stessa cifra anche per Lucca) se si pensa al più di mezzo milione che deve lasciare per strada Prato, così come oltre 600mila euro di taglio lo prende Livorno per arrivare a 3 milioni e 800mila euro in due anni per Firenze. Tornando sui numeri della provincia, detto che un quarto della somma complessiva se la prende Pistoia, alle spalle con 86.288 euro c’è Montecatini Terme davanti a Quarrata con poco più di 73mila euro: considerando la differenza di abitanti fra la cittadina termale e quella del mobile, in favore di quest’ultima, la sforbiciata per l’amministrazione di viale Verdi non è di poco conto (e ai primi due posti ci sono amministrazioni di centrodestra, quindi non ci sono nemmeno scuse di doppi fini politici). Giù da questo podio, poi, c’è Monsummano Terme con 47mila euro davanti a Pieve a Nievole (44.573 euro, in proporzione al numero di abitanti, sicuramente l’ente più colpito), San Marcello Piteglio (38.955 euro) e Agliana (38.766) col pacchetto di cifre più alte chiuso da Montale con 34mila euro. Da lì poi si passa dai 24mila euro tolti a Serravalle per giungere a cifre più basse come i 5.890 euro che perde Sambuca Pistoiese. Unico caso dove niente viene toccato è Pescia che non dovrà rinunciare neanche ad un solo euro: una panoramica alquanto inusuale anche a livello toscano visto che nella stessa situazione ci sono soltanto altri sei comuni.

Saverio Melegari