REDAZIONE PISTOIA

Mostra a Montale: il restauro della chiesa della Natività di Betlemme

Scopri il restauro della chiesa della Natività di Betlemme, un'opera della ditta Piacenti, in mostra a Montale.

Scopri il restauro della chiesa della Natività di Betlemme, un'opera della ditta Piacenti, in mostra a Montale.

Scopri il restauro della chiesa della Natività di Betlemme, un'opera della ditta Piacenti, in mostra a Montale.

"Il racconto del cielo" è il titolo di una mostra da non perdere, inaugurata domenica scorsa nella Compagnia della Chiesa di Montale, dedicata al restauro della chiesa della Natività di Betlemme compiuto dall’azienda pratese Piacenti, una ditta che rappresenta un’eccellenza di livello mondiale nel campo del restauro dei beni di interesse storico e artistico.

La mostra che fa tappa a Montale è attesa tra poco in Vaticano e altre esposizioni sono in corso in Germania e negli Stati Uniti. Il grandioso restauro della chiesa di Betlemme, eretta sulla grotta dove è nato Gesù Cristo, è durato dieci anni, dal 2013 al 2023. Non è stato solo una magistrale opera di recupero di un autentico gioiello architettonico, ma anche un lungo viaggio spirituale alle origini della religione cristiana e alle radici della civiltà occidentale.

L’unione tra la grande competenza della ditta pratese e lo spessore culturale dell’opera si è evidenziato tutto nella presentazione della mostra nella chiesa di Montale da parte del titolare della ditta Giammarco Piacenti, che ha affascinato i presenti all’inaugurazione con la passione e la partecipazione emotiva che ha dimostrato verso un lavoro che ha comportato una immersione totale nella realtà tormentata della Terra Santa.

Nelle parole di Piacenti era ben percepibile anche il dolore per la tragedia in corso in Palestina e anche la speranza che quell’edificio della Natività, che è restato in piedi dopo aver vissuto guerre e terremoti, possa rappresentare di nuovo un baluardo di civiltà anche nella presente barbarie.

"Le fondamenta sono state poste sulla roccia – ha detto Piacenti – e neanche dodici terremoti sono riusciti a intaccarle ed è una chiesa-fortezza che ha già retto anche in anni recenti perfino agli attacchi dell’esercito israeliano". Sull’edificio sono presenti i segni degli attacchi ricevuti, da quelli della conquista islamica a quelli degli spari israeliani nel 2003.

Piacenti ha raccontato in pochi minuti la storia della chiesa, dalle origini nel 330 dopo Cristo su decisione dell’imperatore Costantino al massiccio restauro nel sesto secolo da parte dell’imperatore dell’impero romano d’oriente Giustiniano, fino alla fortificazione tutt’ora esistente compiuta dal regno crociato nel XII secolo.

La chiesa era fortemente degradata, ci pioveva dentro, le pareti erano infiltrate dall’umidità e i mosaici illeggibili e apparentemente compromessi quando fu bandito un concorso internazionale per il restauro che la ditta Piacenti ha vinto nel 2013, primeggiando in un novero di dodici concorrenti di tutto il mondo.

Il primo incarico era limitato al restauro del tetto, ma dopo la Piacenti ha fatto valere la sua straordinaria perizia ottenendo un’altra ventina di contratti per la sistemazione di tutto l’edificio dalle pavimentazioni ai mosaici. La bravura della ditta Piacenti ha messo d’accordo le tre chiese cristiane, cattolica, greca ortodossa e armena, che si dividono da secoli, non senza contrasti tra loro, la proprietà della chiesa.

Durante il restauro è stato anche riscoperto un angelo che fino ad allora era coperto dall’intonaco, un settimo angelo il cui ritrovamento è stato recentemente elogiato anche da papa Francesco che vi ha visto un segno di speranza per quella martoriata zona del medio oriente.

Il primo intervento, a partire dal 2013, è stata la messa in sicurezza dell’edificio con la sostituzione della intera copertura attuata facendo arrivare le travi anche dall’Italia. Decine di restauratori, in gran parte italiani, hanno lavorato con accuratezza certosina avvalendosi di studi scientifici, di ricerche archeologiche e di consulenze tecniche di altissimo livello.

Ogni tessera dei mosaici è stata catalogata e consolidata, gli estesi mosaici, che nel tempo erano stati danneggiati non solo dalla pioggia e dalle candele, ma anche dai colpi di fucile, sono stati riportati all’antica luminosità. Nel restauro delle colonne sono stati riportati alla luce anche figure di santi e madonne del periodo crociato e altre meraviglie sono emerse dal recupero della pavimentazione.

"Noi in Italia dobbiamo essere orgogliosi – ha detto Piacenti – non solo perché siamo bravi restauratori, ma soprattutto perché è nostra l’idea stessa del restauro e delle sue linee direttive portanti". E qui Piacenti non ha risparmiato una frecciata a come viene presentata l’opera compiuta sulla chiesa di Notre Dame a Parigi: "E’ improprio chiamare quello un restauro. Quella è una ristrutturazione, una ricostruzione, che è cosa bene diversa".

La cerimonia di inaugurazione della mostra è stata introdotta brevemente dal preposto di Montale, don Paolo Firindelli, che ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito all’allestimento e Lorenzo Bandinelli che ha favorito l’approdo dell’esposizione a Montale. Alla cerimonia era presente anche il vicesindaco di Montale Alessio Guazzini oltre al comandante della stazione dei Carabinieri di Montale luogotenente Massimiliano Moncini.

Visitare la mostra "Il racconto del cielo" è un modo per vivere con maggiori ragioni di riflessione la festività del Natale. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio, giorno dell’Epifania.