Pistoia, 6 gennaio 2022 - Con passo sicuro, a testa alta, è arrivato davanti al tribunale di Pistoia, accompagnato dal suo avvocato. Un accenno ai giornalisti che lo incalzavano, poi ha proseguito su per le scale del palazzo, determinato a collaborare con l’autorità giudiziaria e a esporre le ragioni della sua "missione".

Ha parlato per oltre un’ora il dottor Federico Calvani, 66 anni, medico di medicina generale, agli arresti domiciliari dalla mattina del 31 dicembre con l’accusa di aver gestito un giro di vaccinazioni simulate per il rilascio dei green pass.

Davanti al gip Luca Gaspari e ai pm titolari dell’indagine, Luisa Serranti e Linda Gambassi, il dottore ha ricostruito gli studi fatti per due anni, dall’inizio della pandemia, che lo avrebbero portato a disconoscere la bontà dei vaccini, anzi a convincersi della loro pericolosità. Questa l’unica motivazione che lo ha spinto a falsificare le sedute vaccinali, per tutti quelli che glielo chiedevano, convinti no vax come lui.

Ma alla domanda stringente di indicare il numero e i nomi di coloro che sarebbero stati registrati senza ricevere la dose anti Covid, il medico non ha saputo rispondere, spiegando di essere un clinico, dedito allo studio, e poco avvezzo alla burocrazia.

Centinaia, invece, le registrazioni di vaccini effettuati nei suoi ambulatori: 700 quelli quantificati dall’Asl, che corrisponderebbero a più di 300 pazienti (dal momento che il numero complessivo comprende prime e seconde dosi).

Non solo suoi assistiti, ma candidati arrivati da altre province: da Lucca, da Prato, da Firenze e da Pisa. E per la maggior parte delle sedute, gli inquirenti avrebbero evidenziato irregolarità, confrontando date e spostamenti dei pazienti.

Un buco nero, che rischia di allargarsi, coinvolgendo decine e decine di pazienti no vax, su cui pende l’accusa di concorso in falso ideologico informatico, perché complici in sostanza delle falsificazioni. L’indagine condotta dai Nas di Firenze con i carabinieri di Prato ha ricostruito i movimenti del dottore dalla fine di settembre: difficile, se non impossibile, andare indietro nel tempo e verificare la regolarità delle somministrazioni precedenti.

Un tentativo che farà l’Asl, chiamando tutti i pazienti registrati negli ambulatori del medico, per effettuare un dosaggio degli anticorpi. Ma, data la distanza temporale, anche questo passaggio potrebbe non dare i risultati certi sperati.

«Il dottore – spiega l’avvocato Panconesi – è soprattutto preoccupato di dover abbandonare la sua missione, l’esercizio della sua professione (intanto, è arrivata la sospensione da parte dell’Ordine dei Medici di Pistoia, ndr), a cui si è sempre dedicato con l’entusiasmo di un giovane e con la passione che lo ha spinto a studiare e ad aggiornarsi, anno dopo anno".
L’incarico di medico di famiglia sulla montagna pistoiese il dottor Calvani lo ha assunto dieci anni fa: prima ha esercitato la sua professione negli ambulatori di Pistoia. Battagliero, avrebbe portato avanti le sue convinzioni, molto spesso in controtendenza rispetto ai suoi colleghi dell’Ordine.

«Per il momento – spiega ancora l’avvocato Panconesi – non abbiamo avanzato alcuna richiesta, molto probabilmente ci rivedremo con i pubblici ministeri la prossima settimana, per approfondire alcuni aspetti, e se del caso avanzeremo delle richieste nella fase successiva. Il dottor Calvani è stato collaborativo, rispondendo a tutte le domande che gli sono state fatte".

Riguardo alle somministrazioni eseguite sui pazienti favorevoli al vaccino, il dottore ha spiegato di aver proceduto regolarmente, dunque chiarendo che per quelle sedute non ci sarebbe bisogno di ulteriori verifiche. Un dato che dovrà essere approfondito nei prossimi giorni, e nel tempo, insieme al dipartimento di prevenzione dell’Asl Centro, che ha già disposto le chiamate da parte dei medici e lo screening a tappeto con test sierologici per tutti.