Locale di nuovo allagato: "Era accaduto a novembre. Altre spese per i danni"

Il racconto di Francesco Astorino, titolare del Poke di via Roma a Quarrata "Dovevamo aprire, poi l’alluvione ci ha distrutto tutto: e ora ci risiamo".

Locale di nuovo allagato: "Era accaduto a novembre. Altre spese per i danni"

Locale di nuovo allagato: "Era accaduto a novembre. Altre spese per i danni"

"Dopo mesi dall’alluvione ritrovarsi di nuovo i locali pieni d’acqua porta a una sensazione di avvilimento e delusione che difficilmente si riesce a superare. Anche se in maniera ridotta rispetto alla devastazione del 2 novembre, però ancora una volta abbiamo subito danni e perdite economiche". E’ sconfortato Francesco Astorino, il giovane di Catena che pochi mesi fa ha aperto il locale Poke chiacchiere in via Roma, a Quarrata. Domenica notte il nubifragio per il temporale durato un paio d’ore con pioggia abbondante ha fatto allagare il suo nuovissimo ristorante e cocktail bar, con l’acqua che ha raggiunto i 10 centimentri. Una sorte simile è toccata ad altri esercizi commerciali che si trovano lungo quel marciapiedi, che da via Roma arriva fino a piazza Risorgimento. "Già le porte e gli arredi li ho comprati due volte – spiega il ristoratore – perché quando qui ci stavamo facendo i lavori è successo il fatto dell’alluvione della Fermulla e tutto quello che c’era dentro in fase di montaggio è finito da buttare via. Quindi ho dovuto ricomprare tutto, con spese ingenti, e ancora non avevamo neppure aperto il locale. Per questi guai abbiamo ritardato ad avviare l’attività, rimettendoci negli incassi".

Adesso, seppure con danni molto più lievi, ci saranno altre spese da sostenere all’interno del locale, dove l’acqua è penetrata sotto il bancone e ha sciupato alcuni arredi. "La causa di questi allagamenti è stata la scarsa per non dire inesistente manutenzione delle fogne – prosegue il titolare di Poke chiacchiere – perché questa acqua proveniva dalla piazza e dalla strada ma il reticolo fognario non la riceveva, perché basta guardare attraverso le grate dei tombini per vedere che dentro sono pieni di foglie, rami, fango. Dopo l’alluvione forse il Comune avrebbe dovuto provvedere a far ripulire le fognature al cui interno c’è finita melma e residui".

Dopo lo sfogo, il titolare del locale di via Roma si appella alle istituzioni, soprattutto all’amministrazione comunale: "Noi commercianti vorremmo sentirci sicuri, protetti – spiega il giovane ristoratore – questi eventi hanno portato ansia e paura e un’altra emergenza sarebbe la fine per tutti noi, che non abbiamo avuto aiuti. Servono soluzioni a livello urbanistico ed una corretta gestione dell’impianto di raccolta delle acque piovane. Il sindaco Gabriele Romiti ha fatto il giro di tutti i locali ed è venuto a vedere questa situazione dopo il temporale di domenica, speriamo che prenda provvedimenti".

Daniela Gori