REDAZIONE PISTOIA

La morte di Valbonesi. Tutta la comunità in lutto

L’ex infermiere aveva 81 anni: domani pomeriggio l’ultimo saluto. Una vita vissuta all’insegna degli altri, della generosità e dello sport.

L’ex infermiere aveva 81 anni: domani pomeriggio l’ultimo saluto. Una vita vissuta all’insegna degli altri, della generosità e dello sport.

L’ex infermiere aveva 81 anni: domani pomeriggio l’ultimo saluto. Una vita vissuta all’insegna degli altri, della generosità e dello sport.

Il suo enorme cuore era stanco, fiaccato dagli acciacchi. E ieri mattina, all’improvviso, si è fermato per sempre. Una fine che, nonostante tutti i problemi fisici, ha colto di sorpresa gli amici e la famiglia, quella di Roberto Valbonesi, 81 anni, una vita vissuta all’insegna della generosità e dello sport, al servizio del suo prossimo. Da giovane una promessa del lancio del giavellotto, si era un po’ allontanato dai campi, per dedicarsi al meglio alla sua professione. Era infermiere in ospedale, lavoro che ha svolto con passione e amorevolezza fino al momento della pensione. Ma non si è allontanato dal mondo della sanità, rimanendo a operare da volontario, poi da priore, con la Misericordia di Pescia, al fianco del grande amico Carlo Corradini. Con la moglie Anna Marchi ha avuto due figlie, Monica e Roberta; la scomparsa della coniuge, il giorno di Ferragosto del 2015, lo aveva segnato. Adesso le due anime si sono finalmente ricongiunte. "È stato una delle figure che mi hanno cresciuto politicamente – ricorda Claudio Giuntoli – mi sono avvicinato alla politica nel 1983, e ha sempre cercato di aiutarmi, di farmi conoscere tutte le realtà politiche ed economiche di Pescia. Era segretario della Democrazia Cristiana quando, nel 1988, venne inaugurato l’allora Centro di Commercializzazione dei Fiori. Roberto è stato una persona che, al di fuori della politica, ha dimostrato di essere nei fatti, nella vita di tutti i giorni un credente che si era messo al servizio del suo prossimo".

Lo ha ricordato con affetto anche Giovanni Guidi, storico presidente dell’Atletica Pescia. "Il nostro club e la nostra città piangono la scomparsa di un caro amico di tutti – commenta – che ha dato tante soddisfazioni alla società e ha lasciato un segno importante anche nel mondo dello sport, pesciatino e non solo". "Mi dispiace tantissimo – dice Vittoriano Brizzi –. Nel giavellotto servono scarpe particolari. Per me era un problema trovarle. Le aveva lui, e me le ha passate. Era una persona leale. In consiglio comunale siamo stati su posizioni diverse, io socialista, lui democristiano. Ma il confronto era stimolante. Voleva bene alla città, aveva idee chiare. Puntava molto sui temi legati ai giovani e alla salute". Le esequie domani alle 15 nella Chiesa Monumentale di San Francesco.

Emanuele Cutsodontis