Inceneritore di Montale. Anche Montemurlo spinge per la chiusura: "Abbiamo già dato"

"Non ci sono strade alternative alla riconversione", tuona Calamai. S’infiamma la polemica in consiglio comunale tra centrodestra e Pd. Bandinelli risponde a Righi: "Se avete cambiato idea, ditelo subito".

Inceneritore di Montale. Anche Montemurlo spinge per la chiusura: "Abbiamo già dato"

Inceneritore di Montale. Anche Montemurlo spinge per la chiusura: "Abbiamo già dato"

"Chiusura e riconversione, non ci sono altre strade". E’ molto netta la posizione del sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, che non vuol sentire parlare di "ammodernamento" del termovalorizzatore come si prospetta in due delle tre proposte presentate al Cis (la terza è la riconversione in un impianto per fanghi civili, che comunque implicherebbe una tecnologia basata sulla combustione, nda). Il primo cittadino auspica che le Amministrazioni competenti, proprietarie dell’impianto, vale a dire Montale, Agliana e Quarrata, proseguano nella direzione della riconversione dell’impianto allo scopo di superare l’attività di incenerimento. Montemurlo è fortemente interessato al futuro dell’inceneritore perché l’impianto si trova a poche decine di metri dal suo confine e il territorio montemurlese è da sempre un’area di ricaduta dei fumi. "Il nostro territorio in questi anni ha già dato il suo contributo in termini ambientali – dice Calamai –. Non siamo contrari a questo tipo di impianti e tecnologie, ma, sulla base di questo concetto territoriale, dopo decenni di attività auspichiamo che si vada verso altri tipi di tecnologia anche nell’ottica soluzioni alternative nell’ambito della pianificazione del ciclo dei rifiuti in una logica di economia circolare, in piena adesione con la normativa europea". Una posizione coerente col passato: già nel 2019 il sindaco Calamai e l’assessore Vignoli avevano scritto alla Regione perché il piano regionale dei rifiuti prevedesse esplicitamente la chiusura o la riconversione dell’impianto di via Tobagi.

Intanto a Montale si infiamma sempre più la polemica tra le forze politiche. Il centrodestra risponde al segretario del Pd Salvador Righi che aveva osservato come l’inceneritore sia rimasto in funzione anche quando governava il centrodestra tra il 2009 e il 2014. "l segretario del Pd sa bene – afferma il capogruppo del centrodestra Lorenzo Bandinelli – e se non lo sa lo informiamo noi, che il primo atto ufficiale relativo alla chiusura dell’inceneritore è stato votato proprio dalla Giunta Scatragli il 28062013 e che non si poteva chiudere l’impianto entro il 2014 per gli impegni finanziari assunti dalle precedenti amministrazioni". Bandinelli sostiene poi che va preso atto "che il Pd ha cambiato idea sull’inceneritore visto che il sindaco Betti aveva promesso fin dal novembre 2014 la chiusura dell’impianto entro il 2023". "Se ora il Pd ha cambiato idea – conclude Bandinelli – abbia il coraggio di dirlo apertamente e di prendere una posizione decisa davanti ai cittadini chiedendo la continuazione e il probabile ampliamento del termovalorizzatore".

Giacomo Bini