Il Comitato sul futuro del 'Marini': "Sia recuperato Palazzo del Tau"

Il referente Marco Leporatti commenta l'ipotesi di un trasferimento in San Lorenzo, annunciata nelle scorse settimane dal sindaco Alessandro Tomasi

Marco Leporatti durante un flash mob per Marino (Acerboni/FotoCastellani)
Marco Leporatti durante un flash mob per Marino (Acerboni/FotoCastellani)

Pistoia, 7 maggio 2023 - Un «matrimonio» consensuale durato quarant’anni che improvvisamente diventa burrasca e mette in discussione tutto, ma in particolare la ‘casa comune’, il tetto coniugale - per continuare con l’analogia dell’unione - in sostanza Palazzo del Tau. «Nell’eterno rimpallo che non porta a niente, l’augurio che possiamo farci è che l’unico spazio che ha trovato in comune accordo i due soggetti, Palazzo del Tau appunto, venga rimesso a norma». Insomma, bella l’ipotesi San Lorenzo ristrutturato dove il sindaco ha annunciato di poter trasferire la collezione del maestro oggi «segregata» al Tau, bello il futuro, ma il presente è un’altra storia (e l’unica certezza) che chiede salvezza qui e ora. Lo ricorda Marco Leporatti, referente del Comitato Nessuno tocchi Marino che sulla scia del botta e risposta Comune-Fondazione Marini nelle parole del sindaco Alessandro Tomasi e del presidente dell’ente intitolato all’artista pistoiese, l’avvocato Carlo Carnacini, da noi interpellato si inserisce nel dibattito. Che, lo dice ancora Leporatti, appare non solo inesauribile, ma pure sterile.

«Come Comitato ci siamo un po’ stufati di questa ulteriore perdita di tempo. Il nostro compito è ricordare i fatti, uno in particolare: il museo è chiuso da tre anni – rammenta -. Forse parlarsi attraverso i giornali è un passo in avanti rispetto al farlo in un’aula di tribunale, ma stiamo parlando di due soggetti che condividono uno spazio con delle opere e che fanno parte dello stesso cda. San Lorenzo? Bellissimo, straordinario. Ma il Pnrr, 191 miliardi per far ripartire l’Italia dal verde e dal digitale dopo la pandemia, è stato lanciato nel 2021. Perché ‘il coniglio dal cilindro’ esce solo adesso?». A spaventare più di ogni altra cosa però sono i tempi di consegna del complesso San Lorenzo ristrutturato, che al momento sono solo proiezioni su carta e che, visto la mole e l’imponenza dei lavori con tutte le variabili economiche del caso, non è impossibile che vengano disattese.

«Lo scorso 16 febbraio andammo dal sindaco, presente l’assessora alla cultura, e in quella sede ci venne accennato a un’attesa a proposito di un incontro tra i tecnici del Comune e della Fondazione sugli interventi di messa in sicurezza del Tau -prosegue il referente del Comitato -. Esiste un vincolo che lega le opere di Marino al Palazzo di Corso Fedi, ricordiamolo, e ringraziamo anche che esista altrimenti sarebbe stato difficile mantenere le opere a Pistoia. Ripartiamo da questi due fatti. Palazzo del Tau è stato ritenuto idoneo ad accogliere le opere di Marino per quarant’anni, perché non dovrebbe esserlo ancora? Il sindaco parlava di 300mila euro di lavori per la messa in sicurezza. Quanto tempo occorre per eseguire quei lavori? E soprattutto, di che lavori si tratta nel dettaglio? Credo sia opportuno che entrambi i soggetti coinvolti scoprano le carte». Insomma, la strada da percorrere per il Comitato è il recupero, perché «intanto avremmo messo a norma uno spazio che è un bene comune, poi se e quando San Lorenzo sarà pronto, a quel punto valutare l’eventuale e possibile trasferimento. L’unico vantaggio di questa interminabile polemica? L’aver tenuta viva l’attenzione su Marino. E per questo il Comitato non può che ringraziare Comune e Fondazione». linda meoni