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18 dic 2021

Povertà, 2.500 persone a Pistoia assistite dall'Emporio della solidarietà

Situazione aggravata dalla pandemia. Raddoppiato in pochi mesi il numero delle persone che si rivolgono a Caritas e Misericordia

patrizio ceccarelli
Cronaca

Pistoia, 18 dicembre 2021 - Sono oltre 2.500 le persone che ogni mese si rivolgono all'Emporio della solidarietà di Pistoia, gestito dalla Misericordia, insieme alla Caritas, con il contributo della Fondazione Caript. Un anno fa le tessere familiari erano 350, oggi sono 700 ed equivalgono appunto a circa 2.500 persone assistite, la metà delle quali italiane.

«Questo è un ambiente – spiega Alessandro Vivarelli, responsabile della struttura – dove la gente viene e fa la spesa, secondo il punteggio che gli viene attribuito dal Centro di ascolto, e può prendere sostanzialmente quello di cui ha necessità». L'ambiente a prima vista sembra un normale supermercato, ma invece che con i soldi, la merce viene pagata con i punti accreditati nella tessera dal Centro di ascolto di Caritas e Misericordia. L'Emporio si trova in via Ferraris, nell'area artigianale di Sant'Agostino.

«Abbiamo aperto questa struttura tre anni fa – riprende Vivarelli – L'affitto lo paga la Fondazione Caript, alla quale siamo estremamente grati. Ogni mese distribuiamo circa 200 quintali di prodotti. Con la pandemia le richieste di aiuto sono raddoppiate, perché le necessità sono fortemente aumentate. Prima venivano prevalentemente stranieri e persone anziane, ora purtroppo vediamo anche persone di mezza età, molte delle quali italiane, che evidentemente hanno perso il lavoro e hanno necessità».

La pandemia da Covid 19 ha influito sull'aumento dei nuovi poveri, come si evince anche dal rapporto della Caritas diocesana, che mette in evidenza un aumento di quasi l’80% per quanto riguarda i nuovi accessi ai centri di ascolto nel 2020.

«La povertà – sottolinea Sergio Fedi, presidente della Misericordia di Pistoia – è aumentata in questi ultimi due anni, anche per effetto della pandemia, e l'Emporio della solidarietà ha avuto un'esplosione di lavoro e di richieste di aiuto, che sono più che raddoppiate nel giro di poco tempo. Uno sforzo enorme, quello che viene fatto per per assicurare un minimo di dignità a queste persone meno fortunate, considerando anche che le raccolte nel corso della pandemia, per ovvi motivi, sono state poche e gran parte dei prodotti devono essere acquistati».
 

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