Divario di genere . Le differenze sul lavoro. La classifica dei Comuni

Nel zona del padule il differenziale più alto tra uomo e donna per occupazione. Le realtà più virtuose sono San Marcello Piteglio, Montale e Buggiano.

Divario di genere . Le differenze sul lavoro. La classifica dei Comuni

Dopo la nascita di un figlio, una donna su cinque smette di lavorare

Parità di tempo trascorso coi figli per madri e padri? Nonostante gli sforzi fatti a livello legislativo, ed i cambiamenti in atto nella nostra società, il traguardo è ben lontano dall’essere raggiunto. E anche la nostra provincia, secondo gli ultimi dati aggiornati in termini occupazionali a fine 2022, non fa eccezione rispetto alla media nazionale.

A dircelo è una ricerca pubblicata da Openpolis che ci rivela un dato innanzitutto curioso: il differenziale più accentuato fra uomini e donne per quanto riguarda la possibilità di lavorare nella fascia d’età compresa fra i 25 e i 49 anni, quella della procreazione per intendersi, è nella zona del Padule, nella fattispecie tra Chiesina Uzzanese (20,12%) e Ponte Buggianese (19,30%). Il ’top’ si registra poco più su a livello geografico, precisamente a Uzzano, con il 20,36%. Sembra sorprendente, al contrario, che la forbice più ridotta si trovi a San Marcello Piteglio, con solo il 6,47% di differenziale.

Le medie nazionali ci dicono, per esempio, che il 20,5% delle donne dedica più di 70 ore a settimana ai figli mentre gli uomini una miseria, ovvero il 6,3%. Altro aspetto preoccupante, sempre su scala italiana, è che dopo la nascita di un figlio, una donna su cinque smette di lavorare. La media complessiva infine parla di un tasso d’occupazione, nella fascia 25-49 anni, che è di poco superiore all’80% per i maschi, mentre scende al 62,9% per le donne. Tornando ai numeri e alle curiosità della nostra provincia, come detto la palma di migliore spetta a San Marcello Piteglio dove si sente pochissimo la differenza di lavoro negli anni che si fanno figli fra uomini e donne: occupazione all’81% per i primi ed al 74% per le seconde garantendo così una forbice ristretta. Proprio questo numero va sul podio, ma al secondo posto. Il primo comune per incidenza di lavoro in ambito femminile è Montale che arriva fino al 77%. Per Pistoia siamo, invece, a metà del guado: differenziale al 14,14% con un attestamento intorno all’85% di occupati in campo maschile e 70% per il gentil sesso. Dopo San Marcello Piteglio, il comune che meglio si comporta è la stessa Montale con una differenza di 10,51% e terzo gradino del podio per Buggiano con l’11,77%.

Analizzando, infine, i valori effettivi per maschi e femmine, si vede come in tutta la piana pistoiese i valori degli uomini sono altissimi: Agliana l’88,51% subito davanti a Quarrata sempre intorno all’88%, poi a Montale e Serravalle Pistoiese sull’87%. A differenza di quel che ci potrebbe attendere, i numeri registrati non sono pessimi nemmeno per la nostra montagna e sono da decifrare per quanto concerne la Valdinievole. Qui, detto dei due casi da Padule, si hanno le incidenze più basse in assoluto della provincia a Montecatini Terme con un 78% di presenze maschile e 59% femminili. Ed anche se ancora c’è parecchia titubanza, il Governo si è mosso incrementando l’indennità di congedo parentale all’80% per uno dei 9 mesi indennizzabili.

Saverio Melegari