Un momento dell’inaugurazione della mostra ‘Michelucci a Cutigliano’
Un momento dell’inaugurazione della mostra ‘Michelucci a Cutigliano’
"Cutigliano mi consola". Così scriveva nei suoi appunti l’architetto Giovanni Michelucci in merito al borgo montano che scelse come meta fissa delle sue vacanze estive. Nel 1978 ne divenne persino cittadino onorario. E proprio in quel piccolo centro della montagna pistoiese, dove Michelucci ha prodotto tanti dei suoi disegni (gli ‘scarabocchi’, a cui dedicò anche una ‘Lode’) è stata inaugurata, martedì, una mostra a lui dedicata, la prima del trentennale della sua morte...

"Cutigliano mi consola". Così scriveva nei suoi appunti l’architetto Giovanni Michelucci in merito al borgo montano che scelse come meta fissa delle sue vacanze estive. Nel 1978 ne divenne persino cittadino onorario. E proprio in quel piccolo centro della montagna pistoiese, dove Michelucci ha prodotto tanti dei suoi disegni (gli ‘scarabocchi’, a cui dedicò anche una ‘Lode’) è stata inaugurata, martedì, una mostra a lui dedicata, la prima del trentennale della sua morte (1990-2020). L’esposizione, promossa dal Comune di Abetone Cutigliano con il patrocinio della fondazione Giovanni Michelucci, sarà visitabile fino al 9 settembre, nel centro espositivo di palazzo dei Capitani. Curatore è Andrea Bulletti, ingegnere che, da studente, ebbe la fortuna di conoscere, all’università di Bologna, l’architetto pistoiese, indubbiamente uno dei maggiori protagonisti dell’architettura del Novecento.

Michelucci, infatti, non rassegnandosi alla pensione che gli era stata imposta all’età di 75 anni, aveva continuato ad andare spesso in ateneo, dove intratteneva gli studenti con alcune ‘chiacchierate’. "Con piacere abbiamo accolto l’invito a collaborare alla mostra ‘Michelucci a Cutigliano’ – dichiara Tomaso Marzotto Caotorta, vicepresidente della fondazione patrocinante – e abbiamo messo a disposizione alcune delle immagini più suggestive provenienti dall’archivio dell’architetto. Durante i periodi, più o meno prolungati, di permanenza sull’Appennino tosco emiliano, Michelucci continuava a pensare e a disegnare ‘brani di città’ traendo suggerimenti dal paesaggio circostante…quasi che lo stato di comunione con quella natura lo aiutasse ad elaborare idee e soluzioni geniali".

Ecco quindi che un albero, nei suoi schizzi, divenne un pilastro per la chiesa dell’Autostrada di Firenze. Fra gli ‘scarabocchi’ di Michelucci mai divenuti realtà vi è invece l’idea di un caminetto per la chiesetta di Pian di Novello: alcuni sono esposti nella mostra cutiglianese, realizzata anche con l’apporto prezioso della dipendente comunale Nella Reggiannini. Vi si trovano poi una raccolta di foto e documenti che testimoniano il legame con Cutigliano e i disegni di paesaggi. "Un viaggio fra i pensieri, le opere e i ricordi che Michelucci ci ha lasciato – dice il sindaco Diego Petrucci – è un vero onore ospitare la mostra in questo spazio recuperato del palazzo comunale che ha già richiamato migliaia di visitatori".

Elisa Valentini