Cosa ne sarà dell’inceneritore. Presentate le proposte future

I dettagli dei progetti delle aziende Ladurner, Iren e Alia-Hera. Polemiche dalle opposizioni

Cosa ne sarà dell’inceneritore. Presentate le proposte future

Cosa ne sarà dell’inceneritore. Presentate le proposte future

La commissione sulle tre proposte per il futuro dell’inceneritore è iniziata fra le polemiche con le opposizioni del centrodestra e di Insieme per Montale che hanno sostenuto la non validità della commissione perché non hanno ricevuto la documentazione sulle tre proposte. La capogruppo di Insieme per Montale Barbara Innocenti, assente per ragioni di lavoro, ha inviato un durissimo documento di protesta contro il Cis e il presidente della commissione Adriano Borchi. Il capogruppo del centrodestra Lorenzo Bandinelli ha abbandonato la sala per protesta dopo un diverbio col sindaco Betti sostenendo che "da anni si era parlato solo di chiusura e riconversione e non ha senso riunirsi per parlare di ammodernamento, cosa che avrebbe richiesto un percorso partecipativo da iniziare anni fa: tanto è già tutto deciso ai livelli superiori e ammodernamento fa rima con ampliamento". Anche il consigliere Franco Vannucci del centrodestra è uscito accusando il presidente Borchi di non averlo fatto parlare prima della presentazione delle proposte. "Il presidente – dice Vannucci – ha addirittura permesso che fossi tacitato da uno del pubblico".

"Questo non è l’inizio del percorso partecipativo – ha chiarito il sindaco Ferdinando Betti – è solo un momento di ascolto delle proposte. E’ vero che negli anni ho detto che l’impianto va chiuso – ha aggiunto – ma se la situazione cambia, se cambiano le tecnologie, se cambia il mondo intorno a noi, compresa la crisi energetica, sono disposto anche a cambiare idea. Solo gli ottusi non cambiano idea: non è che qualunque cosa succeda si fa una cosa perché si è detto anni prima. Comunque nulla è deciso, faremo un percorso partecipativo davanti ai cittadini, in modo laico e trasparente e bisogna avere rispetto di un’azienda che esiste qui da anni e che ha 35 dipendenti". Dopo l’acceso botta e risposta e l’uscita di Bandinelli dalla sala (per il centrodestra è rimasto Alberto Fedi) si sono succeduti al microfono i rappresentanti delle tre società proponenti.

Simone Paoli e Silvia Dalle Pezze per Ladurner, che presenta una proposta di ammodernamento contenente due opzioni in alternativa, Luca Galimberti e Alfredo Rosini per Iren, che propone un impianto per i fanghi civili e Paolo Cecchin per l’Ati Alia-Hera che propone anch’essa una soluzione di ammodernamento. La proposta di Ladurner contiene in realtà due opzioni. La prima opzione è ammodernare il termovalorizzatore demolendo la linea 2, che è inutilizzata da tempo, e mantenendo due linee, le attuali 1 e 3, con una sostanziale innovazione delle tecnologie per migliorare il recupero energetico e le emissioni. La seconda opzione di Ladurner è dedicare una delle due linee ai fanghi civili e realizzare anche un impianto per il recupero dei pannelli fotovoltaici. Tale proposta implicherebbe l’uso dello spazio attualmente occupato dalla piattaforma Maciste. L’investimento si aggira sui 30 milioni. La proposta di Iren punta a creare un impianto tutto per i fanghi civili con una tecnologia già collaudata e con emissioni molto inferiori a quelle attuali, contando sul fatto che di tali impianti in Italia c’è bisogno e quindi non ci sarebbero problemi di mercato. Questa proposta richiederebbe tempi più lunghi, di 4 anni e otto mesi e non prevede produzione di energia elettrica. La proposta di Alia-Hera è di un ammodernamento del termovalorizzatore realizzando due linee rinnovate sotto molti aspetti con un sistema del tutto nuovo di abbattimento delle emissioni e un aumento della produzione di energia. Tutte e tre le proposte prevedono il mantenimento dei 35 posti di lavoro esistenti. Quelle di Ladurner e Alia-Hera consentono di fermare l’impianto solo per poco tempo, uno o due mesi.

Giacomo Bini