FRANCESCO STORAI
Cronaca

Cento tonnellate di rifiuti pericolosi. Quattro arresti al campo nomadi. La maxi indagine sul traffico illecito

Blitz in via Ciliegiole all’alba di ieri. Carabinieri e Polizia Locale hanno eseguito l’ordinanza del tribunale. Sospetti sul traffico illecito, l’inchiesta è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze . .

Un momento dell’operazione, che ha visto due fasi (AcerboniFotoCastellani)

Un momento dell’operazione, che ha visto due fasi (AcerboniFotoCastellani)

Quattro arresti, tre mezzi sequestrati, oltre cento tonnellate di rifiuti pericolosi e un’area vasta più di tre ettari trasformata in discarica abusiva: è il bilancio dell’operazione scattata all’alba di ieri, mercoledì 3 luglio, nell’area del cosiddetto "ex campo volo" di via Ciliegiole, a ridosso del campo nomadi che chiude, de facto, l’operazione iniziata con il sequestro del 23 maggio 2025. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, ha confermato i sospetti sul traffico illecito di rifiuti, andato avanti con modalità sistematiche almeno tra il settembre 2023 e il settembre 2024.

L’operazione è stata condotta da oltre venti militari dell’Arma dei Carabinieri del Gruppo Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica di Roma, insieme al Comando Provinciale di Pistoia, con il supporto di sei agenti della Polizia Municipale. I provvedimenti cautelari – due arresti in carcere e due ai domiciliari –, sono stati eseguiti su ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, che ha accolto la richiesta della Dda sulla base di gravi indizi di colpevolezza e rischio di reiterazione del reato. Secondo quanto emerso dalle indagini, nell’area sequestrata sarebbe stata messa in piedi una vera e propria discarica abusiva, dove venivano stoccati, e in alcuni casi bruciati, rifiuti urbani e speciali, compresi materiali altamente pericolosi: amianto, vernici contaminate, bombolette di gas, solventi, pneumatici, scarti industriali, guaine, toner esausti, tubi al neon, elettrodomestici e rifiuti elettronici. Un primo maxi-intervento era già scattato il 23 maggio, quando un contingente di oltre quaranta operatori – tra cui militari dell’Arma, unità cinofile, elicotteri e agenti della Municipale – aveva eseguito una serie di perquisizioni proprio nell’area della discarica abusiva. In quell’occasione erano stati messi i sigilli a un’area di oltre tre ettari, dove le forze dell’ordine avevano rinvenuto cumuli di rifiuti alti più di cinque metri, alcuni dei quali dati alle fiamme per poterli smaltire illegalmente. Nel corso dell’indagine è emerso che la discarica si estendeva anche su terreni privati limitrofi, per ulteriori 2.500 metri quadri. Qui erano stati abbandonati nuovi quantitativi di rifiuti pericolosi, coperti da vegetazione, per un totale stimato di almeno cento tonnellate. A quel punto è stato necessario un secondo decreto di sequestro, firmato dalla Procura Distrettuale Antimafia e attuato dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale. Oltre all’esecuzione degli arresti, gli investigatori hanno sequestrato tre veicoli usati per il trasporto illecito dei materiali. Intanto sono in corso le operazioni propedeutica alla bonifica dell’area. L’autorità giudiziaria ha autorizzato le operazioni di smaltimento dei rifiuti, ma non sono ancora noti i tempi di ripristino dell’area. A giudicare dalla quantità di rifiuti accumulata negli anni, non è da escludere ne servano altrettanti per ripulire l’area.

Francesco Storai