Una festa che, probabilmente, sarebbe piaciuta anche a lui. Ai piedi delle ’sue’ piste e delle ’sue’ montagne, in tanti non sono voluti mancare alla festa per i cent’anni dalla nascita di Zeno Colò. E pazienza se il forte vento in quota ha costretto a riorganizzare la messa in ricordo del campione abetonese alla partenza dell’Ovovia. La bella giornata di sole ha reso indimenticabile l’appuntamento e l’anfiteatro naturale rappresentato...

Una festa che, probabilmente, sarebbe piaciuta anche a lui. Ai piedi delle ’sue’ piste e delle ’sue’ montagne, in tanti non sono voluti mancare alla festa per i cent’anni dalla nascita di Zeno Colò. E pazienza se il forte vento in quota ha costretto a riorganizzare la messa in ricordo del campione abetonese alla partenza dell’Ovovia. La bella giornata di sole ha reso indimenticabile l’appuntamento e l’anfiteatro naturale rappresentato dall’arrivo delle piste ha fatto da cornice perfetta per un appuntamento che la montagna non dimenticherà tanto facilmente.

Moltissime le autorità e i personaggi presenti: il sindaco di Abetone Cutigliano Diego Petrucci, il presidente della Provincia Luca Marmo, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, il sindaco di Fiumalbo Alessio Nizzi, i presidenti della Fisi nazionale e toscana (Flavio Roda e Francesco Contorni). E poi i padroni di casa della società Abetone Funivie, in primis un emozionato Giampiero Danti e Rolando Galli e quanti hanno avuto l’onore di conoscere Zeno, a partire di nipoti del campione Francesco e Pietro Serarcangeli. E ancora Stella Coppi, figlia del compianto Gaetano, Giancarlo Ciacci, Ronny Ceccarelli in rappresentanza della Doganaccia, Luciano Magnani del consorzio del Cimone. ’Avvistati’ tra il pubblico anche l’ex sindaco di Abetone Giuseppe Montagna, il patron del Pinocchio sugli sci Franco Giachini, rappresentanti delle forze dell’ordine, Vittorio Chierroni (nipote nonché omonimo di un altro grande ’figlio’ dell’Abetone) e Franco Cambi, erede della storica fabbrica che costruì gli sci a Colò. Non sono mancati i ’suoi’ alpini, quelli della sezione che proprio da Zeno Colò prende il nome.

E poi lui, il campione: Alberto Tomba. Che appare all’improvviso dal rifugio dell’Ovovia insieme a Giampiero Danti e cattura l’attenzione di tutti i presenti. "Non sono voluto mancare a questo appuntamento – racconta –. Per certi versi ho raccolto da atleta il testimone di Zeno e molte volte sono venuto all’Abetone non solo per gareggiare, ma anche per incontrarlo, per parlargli. Quel guscio di quella nota marca che gli costò la squalifica me lo dette tanti anni fa. Un gesto che per me ha significato moltissimo. Oggi è il giorno di onorare la sua memoria".