Marino Tognozzi mentre svolge uno dei suoi laboratori sulla calzatura con i ragazzi
Marino Tognozzi mentre svolge uno dei suoi laboratori sulla calzatura con i ragazzi
Le comunità di persone si distinguono dalle città di residenti perchè le prime sono fatte di personaggi legati tra loro che fanno la piccola grande storia di un territorio, e le seconde di semplici cittadini. Marino Tognozzi era uno di questi personaggi. Di quelli che il proprio paese lo ha sempre amato e, soprattutto, lo ha vissuto in prima persona. Ha destato grande commozione nella comunità di Monsummano la scomparsa di Marino Tognozzi, una delle memorie storiche cittadine. Stava male da...

Le comunità di persone si distinguono dalle città di residenti perchè le prime sono fatte di personaggi legati tra loro che fanno la piccola grande storia di un territorio, e le seconde di semplici cittadini. Marino Tognozzi era uno di questi personaggi. Di quelli che il proprio paese lo ha sempre amato e, soprattutto, lo ha vissuto in prima persona. Ha destato grande commozione nella comunità di Monsummano la scomparsa di Marino Tognozzi, una delle memorie storiche cittadine. Stava male da qualche tempo e la morte lo ha colto domenica all’età di 83 anni. A darne il triste annuncio sono stati la moglie Anna con i figli Stefano e Daniele, le nuore, i nipoti e le sorelle. Marino era conosciutissimo in città e la notizia della sua scomparsa si è diffusa velocemente già domenica sera. Aveva sempre lavorato nel settore calzaturiero, mestiere che amava come una ragione di vita e che per anni, finchè gli è stato concesso, ha cercato di tramandare ai ragazzi delle scuole medie di Monsummano, creando un laboratorio della calzatura dove gli studenti potevano imparare come si crea una scarpa, dal disegno al montaggio finito. Il laboratorio aveva riscosso grande successo e molti premi anche da Gucci. Di Marino Tognozzi fu l’idea di proporre l’intitolazione di una strada a Febo Michelozzi, il monsummanese inventore del mocassino, tecnica che ha esportato poi in tutto il mondo. "Quando ritrovai questa scarpa da uomo – disse Marino qualche anno fa durante la cerimonia del premio al lavoro istituita dalla passata amministrazione Vanni – Febo si commosse. Era la scarpa che lui creò nel 1936, prima di inventare il mocassino insaccato. E mentre lisciava la tomaia di quella scarpa per ricchi, con 23 millimetri di cuoio sulla suola quando il cuoio non poteva permetterselo nessuno, mi disse "mi raccomando, custodiscila con cura questa"". Marino era sempre tra la gente, conosceva tutti e tutti lo conoscevano e salutava tutti con il suo solito "alla grande!" Sempre in giro in ogni occasione pubblica a fare foto a autorità e persone comuni, non si staccava mai dalla sua macchina fotografica, altra passione, scoperta con la pensione. Grazie a quella fotocamera il centro storico di Monsummano terme visto dal loggiato dell’Osteria del Pellegrino fu immortalato da Tognozzi in uno scatto che rievocava lo stesso dello storico fotografo Lapardi, per finire nel 2014 in un francobollo commemorativo della città di Monsummano Terme. I funerali si terranno stamani alle 10 alla Basilica della Fontenova.

Arianna Fisicaro