MICHELA MONTI
Cronaca

Accorpamento di classi. La protesta dei genitori. Pronto un esposto: "È contro la normativa"

Non è stata accolta bene la decisione della preside del liceo artistico di unire due terze classi del ’Petrocchi’ a partire dal prossimo settembre.

Accorpamento di classi. La protesta dei genitori. Pronto un esposto: "È contro la normativa"

Accorpamento di classi. La protesta dei genitori. Pronto un esposto: "È contro la normativa"

Non ci stanno, i genitori della 3I del liceo artistico Petrocchi sono pronti a preparare un esposto contro la decisione della preside del liceo artistico, Rita Gaeta, di accorpare due terze classi a partire dal prossimo settembre. Nonostante la legge preveda questa prerogativa al dirigente scolastico, il comitato delle famiglie è sicuro che alla presenza di due alunni disabili e per questioni di sicurezza relativa agli spazi, questo passaggio vada contro le normative in vigore.

Le famiglie degli alunni coinvolti per questo hanno scritto una lettera formale alla dirigente, alla quale, assicurano, nessuno ha risposto. "Si ritiene necessaria una valutazione delle norme sulla sicurezza e spazi minimi consentiti in ambito scolastico ai sensi del decreto legislativo del 2008 che parla di spazio minimo di 2 metri a persona per aula – scrive nella missiva alla preside la rappresentante di classe - e il Decreto del presidente della Repubblica che regola il numero di alunni per la formazione delle classi e che riporta come numero massimo il numero di venti alunni per classe in caso di presenza di alunni disabili. In proposito, peraltro, vengono segnalate numerose sentenze di vari Tar".

Secondo i genitori, il rispetto delle norme citate, "chiaramente prioritario su possibili risparmi economici, è stato del resto valutato in tal senso anche dall’ex dirigente scolastica del Liceo lo scorso anno, nel passaggio dal biennio al triennio, quando sarebbe dovuto avvenire l’eventuale accorpamento (come avviene normalmente in tutte le scuole secondarie)".

I genitori non hanno intenzione di mollare e espongono con decisione il loro punto di vista. Viene inoltre evidenziato dalle famiglie che per decreto Ministeriale deve essere garantita "la continuità didattica dalle classi quarte alle classi quinte delle scuole secondarie e pertanto, l’iniziativa di accorpamento genererebbe un danno irreversibile non potendo intervenire sulla rimodulazione delle classi. Fermo restando le norme fin qui citate, l’accorpamento delle due terze (che hanno anche un buon rendimento scolastico) andrebbe, pertanto a penalizzare la qualità dell’insegnamento e del diritto all’istruzione e inclusione di tutti gli alunni coinvolti, in special modo quelli con disabilità".

I genitori si dicono convinti che sia interesse di tutti evitare "che un possibile interesse economico vada a discapito della sicurezza e del diritto costituzionale all’istruzione dei nostri ragazzi". I genitori sono in attesa di una risposta dalla dirigente, l’unica che può decidere in tal senso, ma le loro osservazioni saranno presto oggetto di un esposto.

M.M.