Violenza di genere: "Piaga culturale e sociale. Per combatterla serve uno sforzo collettivo"

Il sindaco Franconi: "Il primo pensiero va alla vittima, vicinanza della città" "Noi accorse per prime, tamponata, così le abbiamo salvato la vita".

Violenza di genere: "Piaga culturale e sociale. Per combatterla serve uno sforzo collettivo"

Violenza di genere: "Piaga culturale e sociale. Per combatterla serve uno sforzo collettivo"

Rosanna Calistro era in condizioni disperate, dopo la coltellata alla gola. Prima che i soccorsi riuscissero ad arrivare sul posto, i vicini di casa, le persone che erano nei negozi, si sono precipitate a prestare aiuto. Tra le prime due persone che hanno aiutato la 57enne sono state due donne: la madre di un negoziante di via De Nicola ed una cliente che si trovava in quel momento insieme a lei e che è volontaria della Croce Rossa: l’aver tamponato immediatamente la ferita alla gola ha fatto guadagnare tempo a Rosanna in attesa del medico e dei sanitari inviati dalla centrale operativa del 118. Sono stati secondi decisivi e febbrili: la profonda ferita alla gola poteva portare la donna alla morte in pochissimo tempo per dissanguamento. Quello che è accaduto ieri mattina ha destato sconcerto in tutta Pontedera che non p abituata ad episodi di questo genere, per quanto ci possano essere problemi di criminalità. Sull’accaduto è intervenuto anche il sindaco della città, Matteo Franconi.

"Il primo pensiero va alle condizioni di salute della donna barbaramente aggredita – dice il primo cittadino – : esprimo la vicinanza dell’intera comunità di Pontedera. Dalle primissime informazioni raccolte sembra che l’aggressore fosse conosciuto dall’aggredita".

"Quella della violenza sulle donne è una piaga culturale e sociale del nostro tempo che dobbiamo considerare una priorità nell’agenda politica culturale del paese – aggiunge Matteo Franconi –. Serve uno sforzo collettivo delle istituzioni e dell’intera comunità educativa per evitare che il vuoto lasciato dalla miseria etica e dalla povertà cognitiva costituiscano un alibi inaccettabile e lascino spazio alla follia cieca della violenza".

Un episodio, quella accaduto, che indubbiamente richiama ancora, drammaticamente, ad una riflessione urgente sui femminicidio e sugli episodi di violenza di genere. Spinelli aveva già alzato le mani, aveva mostrato quindi il suo volto violento. ma lei non aveva voluto denunciarlo, si sentiva sicura di riuscire a gestire la situazione. Non lo aveva denunciato neanche quando i carabinieri – a cui aveva raccontato l’accaduto – l’avevano invitata a farlo perché questo avrebbe attivato l’applicazione del protocollo codice rosa per le donne vittime di violenza. Si tratta di un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambini e persone discriminate. Il percorso opera in sinergia con enti, istituzioni ed in primis con la rete territoriale del centri antiviolenza, in linea con le direttive nazionali e internazionali. Per Rosanna Calistro sarebbe stato un primo scudo per tentare di mettersi al riparo di eventuali aggressioni ancora più gravi e pericolose per la sua persona, da parte dell’uomo – di professione bagnino – con cui aveva avuto per qualche anno una relazione, a cui lei aveva messo fine di recente perché le cose non andavano bene. E lui, appunto, aveva già alzato pericolosamente le mani. Un pericolo che spesso – tanti casi di cronaca ce lo raccontano – viene troppo spesso sottovalutato. Ieri quel pericolo – probabilmente fatto di rancori, non rassegnazione alla fine della relazione, di rabbie accumulate – è diventato una coltellata che l’ha sgozzata fino quasi ad ucciderla.

Carlo Baroni