Il vaccino antinfluenzale non si trova più, e la preoccupazione sale, soprattutto per chi è ad alto rischio di complicanze. Da quando lo scorso 13 novembre CittadinanzAttiva-Tribunale per i Diritti del Malato e Spi-Cgil hanno dato vita ad uno sportello online e telefonico per raccogliere il malcontento di tutti i pisani rimasti senza vaccino, le segnalazioni si sono susseguite rapidamente. "In meno di due...

Il vaccino antinfluenzale non si trova più, e la preoccupazione sale, soprattutto per chi è ad alto rischio di complicanze. Da quando lo scorso 13 novembre CittadinanzAttiva-Tribunale per i Diritti del Malato e Spi-Cgil hanno dato vita ad uno sportello online e telefonico per raccogliere il malcontento di tutti i pisani rimasti senza vaccino, le segnalazioni si sono susseguite rapidamente. "In meno di due settimane ne abbiamo ricevute più di trenta. Tutte persone con patologie pregresse che non riescono da tempo ad avere risposte certe dal proprio medico curante", spiega Daniela Puccini, coordinatrice di CittadinanzAttiva. "Sappiamo che è un periodo delicato, in cui le criticità sanitarie sono tante, ma sappiamo anche che i sintomi influenzali in questo periodo storico non si affrontano con la consueta serenità. Ho chiesto alla Regione di chiarire i tempi di consegna per le nuove partite, così come di spiegare perché le dosi non sono state sufficienti nella prima distribuzione per poter coprire le persone in fascia critica. Era prevedibile una corsa al vaccino antinfluenzale durante la pandemia, è difficile capire come in Regione siano riusciti a farsi trovare così impreparati". "Spero che i medici abbiano seguito la circolare del ministero, privilegiando i pazienti con patologie croniche. Il rischio che si corre, lasciando fuori dalla vaccinazione i più fragili, è di intasare rapidamente le terapie intensive e di appesantire ulteriormente gli ospedali, quando con l’anno nuovo ci sarà il picco dell’influenza stagionale. Dispiace constatare che al momento i più fragili possano proteggersi soltanto attraverso gli accorgimenti già in uso(distanziamento, mascherine) piuttosto che con l’antinfluenzale", aggiunge Puccini. "Forse qualcuno si è dimenticato che vaccinarsi non è una scelta personale: è una scelta sociale, anche se non obbligatoria, che mette in sicurezza la collettività. Manterremo un filo diretto con la Regione: non voglio credere che la fase di distribuzione si sia conclusa qua", conclude amaramente la coordinatrice di CittadinanzAttiva.

Iacopo Catarsi