Una risposta ad arte. Così reagisce il Russoli

I ragazzi raccolgono le proprie emozioni con la fantasia e i colori "Diremo ciò che ci è stato impedito attraverso le nostre creazioni".

Una risposta ad arte. Così reagisce il Russoli

I ragazzi del «Russoli» impegnati nel flash-mob di sabato scorso

I ragazzi e le ragazze del Liceo Artistico "Franco Russoli" stanno reagendo alla difficile situazione di questi giorni nel miglior modo che conoscono: esprimendo la loro rabbia, sofferenza, dolore, sconcerto e il loro estro attraverso l’arte. Da fonti interne alla scuola si apprende che, nel secondo giorno di cogestione, gli studenti hanno deciso di manifestare il dissenso con l’arte, "quello stesso dissenso - spiega una studentessa - che attraverso la violenza volevano impedirci di esprimere".

I messaggi che gli studenti vogliono mandare sono speranzosi e propositivi, nonostante l’emotività e la solidarietà ai compagni di classe che durante la manifestazione per la pace non autorizzata di venerdì 23 febbraio sono stati manganellati dalle forze dell’ordine. "Vogliamo rispondere alla violenza che abbiamo subito con l’arte: la nostra arte - affermano alcuni ragazzi del liceo Russoli all’uscita dalla scuola -. Dobbiamo far capire che anche da avvenimenti così negativi, che hanno scosso tante persone, si può riuscire a creare qualcosa di bello e positivo per far riflettere tutte le persone su quanto accaduto".

E la positività si legge sui giovani volti di studenti e studentesse, che parlano e ridono insieme ricordando con piacere la grande partecipazione cittadina alla manifestazione serale in Piazza dei Cavalieri, trovando la forza grazie a quelle cinquemila persone per esorcizzare il trauma che hanno vissuto. Anche l’attività scolastica di questi giorni svolge un ruolo importante: agli studenti è stata data la libertà di gestirsi in tutto ciò che possa aiutarli a superare i sentimenti negativi. Alcuni preferiscono fare lezione normalmente, in vista degli esami di maturità, altri si dedicano a sfogare le loro arte in solitaria o in gruppo. E ieri, durante l’orario scolastico, dalle finestre si sentivano canzoni e musica ad alto volume, e diverse voci che cantano all’unisono.

Non sarebbe la prima volta che il liceo Russoli manifesta il suo dissenso attraverso l’arte: già nel 2019 gli studenti della scuola per sensibilizzare sul tema dell’immigrazione realizzarono un’installazione che raffigurava l’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini composto da 400 foto di migranti naufraghi in mare. Questa volta, la protesta degli studenti si espleta attraverso le forme artistiche più varie: il montaggio di video, di interviste e l’utilizzo di satira, grafiche e poster e il coinvolgimento dei laboratori di architettura, design, grafica, pittura e arti figurative. Il tutto per denunciare gli eventi di venerdì scorso.