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15 mag 2022

Ucraini e russi: arte insieme

Una mostra a Palazzo Gambacorti unisce i talenti delle due nazioni in guerra: "Diciamo no all’invasione"

enrico mattia del punta
Cronaca
L’artista Sergey Balovin è uno degli autori della mostra «L’Ucraina e la Russia: L’arta per la Libertà» a Palazzo Gambacorti
L’artista Sergey Balovin è uno degli autori della mostra «L’Ucraina e la Russia: L’arta per la Libertà» a Palazzo Gambacorti
L’artista Sergey Balovin è uno degli autori della mostra «L’Ucraina e la Russia: L’arta per la Libertà» a Palazzo Gambacorti

di Enrico Mattia Del Punta

"L’Ucraina e la Russia: L’arte per la Libertà", questo il titolo della mostra inaugurata ieri pomeriggio nell’atrio di Palazzo Gambacorti. L’arte contro la guerra, in un’esposizione che ha visto partecipare artisti ucraini, russi e un’artista bielorussa tutti insieme per dire no all’invasione di Putin. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Calamo e vede partecipi artisti come Sergey Balovin, russo originario di Voronezh, città proprio al confine con l’ucraina. "Da ormai tanti anni giro il mondo grazie alla mia arte, in 17 mesi ho girato ben 36 paesi senza bisogno di soldi, ma solo grazie agli scambi che ho fatto facendo ritratti ed ottenendo in cambio biglietti del treno, cibo e altre cose. – racconta Balovin, nell’atrio del comune di Pisa - Ho girato molto anche per l’Ucraina, un paese che è stata molto ospitale con me, non potevo immaginare un epilogo del genere. Non posso tornare in patria per via delle tante parole di condanna che ho scritto e postato sui social media. La mia arte è cambiata dall’inizio della guerra, per me era impossibile rimanere in silenzio, il mio messaggio artistico va nella direzione di rompere quegli stereotipi che la propaganda russa sta propinando ai miei concittadini".

Tra gli artisti presenti anche Nadzeya Naurotskaya bielorussa che vive da 5 anni a Pisa: "Prima dipingevo paesaggi, ma con l’inizio della guerra e la partecipazione anche se indiretta e non dichiarata del mio paese all’aggressione ho preso anche io una posizione di condanna raccontando l’orrore della guerra con la mia arte. Ho realizzato il calendario del silenzio, una tela dove sono raffigurati omini astratti e animali domestici, chi osserva potrà con un pennarello cancellarli, il fine è quello di far esplorare come ci si sente a cancellare una figura stilizzata, mentre in ucraine persone reali vengono "cancellate" dalle bombe tutti i giorni". Anche Karina Hasparian, giovane artista di 13 anni, originaria di Kharkiv e scappata dalla guerra ha raccontato con i suoi disegni la sua drammatica esperienza: "disegno da quando sono piccolissima, con quest’opera esposta ho voluto raccontare un’esperienza vissuta in cui una notte mi sono svegliata da sola in casa mentre fuori tra il rumore delle bombe le persone scappavano per strada". Le opere rimarranno esposte fino al 21 maggio, all’interno sarà possibile fare anche donazioni alle varie organizzazioni impegnate con gli aiuti umanitari.

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