Trecentosei firme di docenti di scuole superiori di Pisa e provincia. Ma le adesioni continuano ad arrivare. "Non possiamo sottoscrivere – si legge nel documento sulla ’ripartenza’ inviato alle organizzazioni sindacali – le rassicuranti dichiarazioni del Governo sulla ripresa della scuola nè...

Trecentosei firme di docenti di scuole superiori di Pisa e provincia. Ma le adesioni continuano ad arrivare. "Non possiamo sottoscrivere – si legge nel documento sulla ’ripartenza’ inviato alle organizzazioni sindacali – le rassicuranti dichiarazioni del Governo sulla ripresa della scuola nè accettare passivamente la realtà che stiamo vivendo". Classi troppo numerose, necessità del distanziamento, edifici inadeguati. "Mentre nei negozi si entra in maniera contingentata, si vuole stipare studenti e docenti nelle aule, assembrare studenti e personale scolastico nei bus, comprimere le misure di sicurezza nelle aule, limitando le vie di fuga in caso di incendio o pericolo". La soluzione ideale sarebbe stata la riduzione degli alunni per classe, con la possibilitàdisponibilità a rimodulare l’orario. Ma la situazione, alla ripartenza, appare molto diversa: "Abbiamo due sole alternative: rientrare mettendo a rischio l’incolumità di alunni, Ata, noi stessi e famiglie, e deliberare ancora come misura ’complementare’ la didattica a distanza senza poterne sancire la straordinarietà con tutti gli effetti in termini di riduzione dell’efficacia didattica, violazione della privacy e violazioni contrattuali sui tempi di lavoro dei docenti". La conclusione: "Noi docenti della comunità pisana siamo a denunciare negligenza sulla scuola e a chidere alle organizzazioni preposte alla tutela dei lavoratori un impegno concreto per affermare le ragioni di un diritto allo studio e all’insegnamento in sicurezza".