Studenti internazionali con grave disagio abitativo: il sostegno dell’Università di Pisa

Destinate risorse del 5x1000 alla risoluzione dell’emergenza abitativa di 45 ragazzi e ragazze provenienti da Africa e Medioriente

I 45 ragazzi e ragazze provenienti da Africa e Medioriente

I 45 ragazzi e ragazze provenienti da Africa e Medioriente

Pisa. 7 febbraio 2024 - Sono 45 gli studenti e le studentesse internazionali in condizione di emergenza abitativa che, grazie al supporto dell’Università di Pisa e dell’Associazione Sante Malatesta, hanno trovato un alloggio temporaneo all’Ostello Safestay in via Corridoni a Pisa. I ragazzi e le ragazze sono stati accolti a Palazzo Vitelli dal rettore Riccardo Zucchi, dalla prorettrice per la coesione della comunità universitaria e il diritto allo studio Enza Pellecchia e dal prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali Giovanni Federico Gronchi, assieme ad alcuni rappresentanti dell’Associazione Malatesta, Giuseppina Barsacchi, Elena Menchetti e Armando Massanisso. Gli studenti, provenienti da paesi come Camerun, Marocco, Tunisia, Congo, Gabon, Iran ed Etiopia, sono arrivati a Pisa per frequentare i corsi di laurea dell’Ateneo pisano, ma hanno da subito incontrato molte difficoltà nel reperire soluzioni abitative adatte alla loro situazione, compresi i 14 tra loro che erano in attesa dell’assegnazione della borsa di studio e dell’alloggio presso le residenze del DSU. A novembre si sono rivolti all’Associazione Malatesta, l’associazione fondata nel 1999 da un gruppo di docenti dell’Università di Pisa con il proposito di fornire sostegno, anche finanziario, agli studenti stranieri iscritti alle istituzioni universitarie pisane e provenienti da paesi in difficoltà, al fine di favorire il loro inserimento nella vita universitaria e cittadina. Su segnalazione dell’Associazione e dopo una fruttuosa interlocuzione con il presidente Giuliano Colombetti, l’Ateneo di Pisa si è subito attivato su due fronti: come prima cosa ha svolto un’indagine sulle strutture ricettive di Pisa in grado di ospitare temporaneamente questi studenti, anche tramite la stipula di una convenzione ad hoc (decisivo in questo senso l’impulso del direttore generale Rosario Di Bartolo e della dottoressa Elena Perini, dirigente della Direzione Gare, Contratti e Logistica). Parallelamente, ha destinato una parte delle risorse provenienti dal 5x1000 che i contribuenti hanno donato all’Università di Pisa per la copertura dei costi degli alloggi. Il risultato è stato che il 23 dicembre 35 studenti e studentesse – con l’attento coordinamento della vicepresidente dell’associazione Maria Elena Consorti e delle dottoresse Cristina Orsini e Laura Nelli dell’Ufficio Internazionale – sono potuti entrare nella struttura di via Corridoni (risultata la più adatta), dove stanno alloggiando in attesa di soluzioni definitive. Nel frattempo, 12 di loro hanno ottenuto l’assegnazione della borsa di studio e si sono potuti trasferire negli studentati, lasciando così il posto ad altri colleghi in difficoltà. “L’alloggio offerto agli studenti internazionali è un esempio tangibile di come l’Università di Pisa metta in pratica i suoi valori, dimostrando che la solidarietà e l’attenzione alle necessità degli altri non conoscono confini – commenta il rettore Riccardo Zucchi – Questa iniziativa riflette il nostro impegno costante nell'essere un'istituzione che valorizza i talenti senza discriminazioni, incarnando i principi di apertura, inclusività e solidarietà. Siamo grati ai contribuenti che hanno scelto di destinare il 5x1000 all’Università di Pisa perché ci danno l’opportunità di concorrere concretamente a sostenere la vita di questi studenti e a costruire insieme una comunità universitaria che sia inclusiva, accogliente e rifletta la diversità del nostro mondo”. “Ringraziamo sentitamente il rettore per aver voluto questo incontro, portando anche i saluti del nostro presidente, Giuliano Colombetti, che oggi non è potuto intervenire – hanno dichiarato i volontari dell’Associazione Sante Malatesta – La collaborazione con diversi uffici dell’Ateneo è stata negli anni continua e fruttuosa, citiamo ad esempio le Segreterie degli studenti e l’Ufficio relazioni internazionali, e noi speriamo che possa proseguire con altre efficaci e coordinate iniziative volte a superare gli ostacoli che interferiscono con il percorso universitario degli studenti stranieri, in particolare di quelli provenienti da paesi in difficoltà, di cui noi ci occupiamo per mandato statutario. Vi siamo profondamente grati per l’attenzione dedicata a questa speciale componente della vostra e nostra Università e speriamo di poter proseguire in una fattiva collaborazione affinché l’esperienza formativa di questi studenti presso l’Ateneo pisano sia per loro e per i loro paesi non solo proficua, ma anche felice”. I ragazzi e le ragazze accolti a Palazzo Vitelli hanno portato le loro testimonianze e ringraziato tutti i presenti per l’aiuto ricevuto. Tra loro c’era Claude, che si è rivolto così al rettore: “Desidero innanzitutto esprimerle a nome mio e di tutto il gruppo di studenti e studentesse la nostra gratitudine per l’ospitalità che ci ha dato presso l’ostello Safestay, perché molti di noi non avevano un alloggio prima di quest’opportunità. Io vengo dal Camerun e sono studente della magistrale in Chimica Industriale. Ho scelto di proseguire il mio percorso universitario qui a Pisa perché è una laurea che, oltre alla necessaria formazione di base, dedica particolare spazio agli aspetti applicativi delle conoscenze chimiche e a discipline direttamente collegate alla produzione industriale. Molti degli argomenti trattati nel corso di Chimica industriale sono ovviamente studi di innovazione e in particolare sono rivolti alla sostenibilità ambientale, all’economia circolare, alla sostenibilità energetica e tutti questi argomenti come sappiamo saranno fondamentali in futuro per vincere le sfide globali che tutti noi ormai conosciamo. Una volta terminata la magistrale, il mio sogno è di creare un ponte tra il Camerun e l’Italia nel settore energetico per permettere ai due paesi di collaborare al fine di rispondere alle esigenze dei loro popoli e del mondo intero”. M.B.