Le indagini sono partite da una denuncia per essere stato aggredito. Ieri, all’alba, i poliziotti della squadra mobile della Questura di Pisa hanno eseguito quattro custodie cautelari in carcere e una misura cautelare del divieto di dimora a Pisa nei confronti di cinque giovani di origine tunisina, di età compresa tra i 23 ed i 34 anni, accusati a vario titolo di tentata estorsione aggravata, rapina, lesioni personali, percosse e danneggiamento: sono difesi dall’avvocato Gabriele Dell’Unto.
A metà giugno, un giovane connazionale ha raccontato di essere stato malmenato da quattro conoscenti, anche con una bottiglia di vetro. Obiettivo - è stato ricostruito - dissuaderlo dall’apertura di un negozio di barbiere vicino al centro di Pisa.
Sono state passate al setaccio le immagini di videosorveglianza, sono stati acquisiti i messaggi memorizzati nel telefono della vittima e verbalizzate le testimonianze. La parte offesa ha lavorato in passato come barbiere nell’esercizio commerciale di due degli ingati, due fratelli. Quando, però, ha deciso di mettersi in proprio, sarebbero nate le violenze col sostegno di altri familiari. "Se vuoi andare da solo, devi uscire da questa città"; "se vuoi aprire un locale lo devi fare in un’altra città"; "se lo apri ti taglio le mani", alcuni dei messaggi ricevuti dall’uomo.
Le minacce sarebbero state estese anche ai suoi familiari. Avrebbero intoltre vandalizzato la vetrina del negozio in apertura e quella di uno accanto, forse per errore. Tanto da costringere il titolare a dormire dentro.
I provvedimenti sono stati eseguiti insieme alle perquisizioni domiciliari nelle case degli arrestati dalla squadra mobile e dagli specialisti della polizia scientifica di Pisa e delle Unità Cinofile antidroga di Firenze: sequestrati circa 12’000 euro in contanti.