CARLO BARONI
Cronaca

Scieri e l’assoluzione bis, le motivazioni della corte. Proroga di trenta giorni

E’ la sentenza per il processo d’appello di Andrea Antico: arriverà a fine giugno. La richiesta per la complessità del caso. Per Panella e Zabara processo a settembre

Emanuele Scieri, l’allievo parà siracusano trovato morto nella caseerma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999

Emanuele Scieri, l’allievo parà siracusano trovato morto nella caseerma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999

Pisa, 7 giugno 2024 – Il presidente della corte d’appello, in accoglimento della richiesta del giudice relatore, ha concesso la proroga di trenta giorni per il deposito della sentenza di assoluzione di Andrea Antico, finito a processo – ed assolto sia in primo che in secondo grado - dall’accusa di aver partecipato all’omicidio di Emanuele Scieri, parà siracusano della Folgore trovato morto tre giorni dopo il decesso all’interno della caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto del 1999. Una richiesta accolta – si apprende – anche in ragione della particolare complessità del procedimento e delle questioni giuridiche da evidenziare a supporto della motivazione. Ora è necessario attendere la fine di giugno per capire il percorso che ha portato la corte fiorentina a confermare la decisione del gup di Pisa. Un passaggio atteso sia dalle parti civili – gli avvocato Alessandra Furnari e Ivan Albo, per la famiglia Scieri – che dalla procura generale che di Antico aveva chiesto la condanna e che potrebbe, qualora ne rilevasse gli estremi, ricorrere per Cassazione.

Nel processo d’appello, sempre in abbreviato, il sostituto procuratore generale Luigi Bocciolini aveva chiesto la condanna di Antico a 26 anni di carcere che, per effetto del rito, sarebbero diventati 17 anni e 4 mesi. Davanti al copione della pubblica accusa le arringhe degli avvocati Fiorenzo ed Alberto Alessi, difensori di Antico, avevano offerto ai giudici una diversa narrazione, ovvero che Antico non fosse alla Gamerra in quei giorni finiti sotto la lente di più indagini, puntando il dito sull’attendibilità del testimone chiave dell’accusa.

La Procura , invece, aveva sostenuto in pieno l’impianto accusatorio contro i tre "nonni". Quell’impianto che aveva trovato riscontro nei giudici pisani - per le due posizioni al dibattimento – che avevano ritenuto che l’azione condotta contro lo Scieri avesse "trovato l’innesco o, comunque, sia degenerata in ragione di una situazione contingente che ha privato di ogni lucidità gli imputati". Tanto da scatenare "un delirio di onnipotenza" dei nonni quella notte. Alessandro Panella (difeso dall’avvocato Andrea Cariello) e Luigi Zabara (assistito dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Maria Teresa Schettini) furono condannati dalla corte d’assiste di Pisa, rispettivamente e 26 e 18 anni. Per loro l’appello inizierà l’11 settembre.