
Il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi rilancia il tema del fondo di finanziamento ordinario: taglio da 16 milioni
Pisa, 3 dicembre 2024 – “Rispetto alla scelta di rinnovare o meno gli abbonamenti ad alcune riviste scientifiche non c’è alcuna decisione presa, ma stiamo solo valutando la possibilità di non eseguire i rinnovi utilizzando il bilancio di ateneo bensì i fondi a disposizione dei singoli dipartimenti, che possono contare su risorse Pnrr o ad altri fondi per la ricerca scientifica”.
Il rettore Riccardo Zucchi, getta acqua sul fuoco e assicura che l’Unipi non resterà tagliata fuori dal mondo scientifico. Ma il problema finanziario esiste: “Lo vado ripetendo da mesi - aggiunge il numero uno di Palazzo alla Giornata - e non stiamo poi peggio degli altri atenei. Il problema dei tagli al fondo di finanziamento ordinario è purtroppo comune a tutti gli atenei, solo che io ho scelto di parlarne pubblicamente senza infingimenti”.
Si spieghi meglio.
“Intanto, partiamo dai numeri che non mentono mai: il governo ha ordinato l’adeguamento stipendiale Istat che, per il nostro ateneo, vale 6 milioni di euro senza però prevederli nel fondo di finanziamento ordinario che, sempre nel nostro caso, vale un taglio di 16 milioni. E siccome gli stipendi alle persone che lavorano in università vanno certamente pagati con i soldi del bilancio d’ateneo, qualcosa dovevamo pure inventarci per far fronte a queste esigenze”.
Da qui la scelta di tagliare gli abbonamenti alle riviste scientifiche.
“Non è proprio così. Quei rinnovi valgono circa 3 milioni di euro e noi non abbiamo ancora preso alcuna decisione definitiva. Abbiamo in corso un’interlocuzione con tutti i dipartimenti prima di definire qualunque scelta. Ci tengo, però, a precisare che gli abbonamenti che utilizziamo per i calcoli dell’abilitazione scientifica nazionale verranno rinnovati con i soldi del nostro bilancio, altri più specifici per i singoli dipartimenti potrebbero invece essere acquistati con loro risorse proprie”.
Resta, però, la preoccupazione di molti ricercatori per la qualità della ricerca in un futuro a medio e lungo termine.
“E non solo è una preoccupazione che condivido, ma che per primo ho manifestato già nei mesi scorsi proprio in un’intervista a La Nazione denunciando una politica dei tagli che penalizza non solo la qualità della ricerca scientifica, ma che rischia di avere impatti fortemente negativi anche sulla qualità della didattica”.
Come se ne esce?
“Intanto aprendo, come ho fatto, una discussione pubblica su un tema che non riguarda solo l’università ma tutta la società, stiamo parlando del futuro di quello che chiamiamo sistema Paese. E poi cercando di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica”.
Anche nella speranza di ottenere donazioni liberali da privati?
“Se ve ne fossero sono ben accette. Le abbiamo ricevute ben volentieri in passato da Fondazione Pisa e Fondazione Lucca e se ne arrivassero altre sarebbero benvenute”.
Gab. Mas.