Francesca Petrucci con il suo amato Bracco
Francesca Petrucci con il suo amato Bracco
Pisa, 16 marzo 2020 - L’unica persona al mondo che non s’offende se le dicono che scrive da cani… e che non si annoia a stare in casa! Francesca Petrucci, pistoiese d’origine ma pisana d’adozione. Classicista per formazione, editor, giornalista, scrittrice.
Divisa fra l’amore per i libri e quello per gli animali, si dichiara l’unica persona al mondo che non si offende se le dicono che “scrive da cani”… sentiamo perché!
"“Scrivo da cani”, che è anche il nome del mio blog, perché dedico la mia scrittura e la mia attività giornalistica agli animali. Sia nei libri rivolti ai bambini, nei quali cerco di comunicare un giusto approccio verso gli animali e la natura, sia nei romanzi, che trattando temi riguardanti reati di zoomafia hanno lo scopo di informare e sensibilizzare sui loro diritti. Inoltre, spesso nei miei libri sono gli animali che raccontano la storia dal loro punto di vista (come in "Mia Story", "Il ghiro Lapo", "Curioso un cavallo all’avventura", "Bruna una maialina per amica", "Il delfino Arno", "Giochi d’Arno…")".
Che cosa sta facendo in questi giorni in cui abbiamo l’obbligo di stare a casa?
"Lavoro da casa, prima di tutto, perché facendo l’editor posso leggere e correggere testi ugualmente, gestire i contatti con gli autori e i colleghi attraverso il telefono e la mail e occuparmi dell’ufficio stampa. Inoltre sto lavorando al mio nuovo romanzo, che è proprio in fase di revisione in questo momento. Scrivo articoli per il mio blog, interviste per la mia rubrica su Cavallo2000. Leggo, non solo per lavoro: libri, testi di un premio di cui sono in giuria, articoli; la sera guardo un film. Sono in contatto costante con la mia famiglia e gli amici, faccio i compiti con mio figlio, gioco con il cane che porto fuori per brevi passeggiate. Alle faccende quotidiane, cui non mi posso sottrarre, mi rendo conto che dovrei aggiungere altro: approfittare per mettere in ordine lo studio, il garage, fare pulizie straordinarie, sistemare il giardino… ma non ho tempo!".
Insomma non si può certo dire che si annoi… ha fatto riferimento a nuovo libro, di cosa si tratta, se si può dire?
"Certamente! Si tratta del terzo “capitolo”, sempre MdS editore, per il maresciallo dei carabinieri siciliano Vincenzo Pulvirenti, che in "Purosangue", il primo della serie, si era imbattuto in un’indagine relativa alle corse clandestine di cavalli. Nel secondo, "Bianconero", il maresciallo si trova a risolvere il mistero della sparizione di un bambino, pescando nella torbida palude dei combattimenti fra cani. In questo terzo episodio, di cui ancora non vi svelo il titolo, Pulvirenti si troverà invischiato, suo malgrado, in un altro fenomeno legato alla zoomafia: il traffico illegale di cuccioli. Voglio aggiungere che non solo non mi annoio, ma mi ritengo una persona fortunata a poter stare a casa, in sicurezza, mentre tanti altri in questo momento sono in prima linea e mettono a rischio la loro salute, fisica e psicologica: medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine, giornalisti. A tutti va il mio pensiero e la mia profonda gratitudine".
E a proposito di animali, purtropp o in questo momento si sta registrando un alto numero di abbandoni…
"Purtroppo è vero. Nonostante i medici abbiano detto in ogni modo che gli animali domestici non trasmettono il virus, pare che i casi di abbandono sfiorino i duemila! È assurdo, chi ha un animale in casa in questo momento secondo me è molto fortunato e, come sempre, anche in questa situazione così difficile i nostri amici a quattro zampe si rivelano preziosi. Prima di tutto sono felici di averci sempre a casa, e ce lo dimostrano in ogni modo: il loro affetto e la loro vicinanza ci danno grande conforto, equilibrio e serenità; non dimentichiamoci poi che sono una compagnia insostituibile, soprattutto per le persone sole che non possono ricevere visite. Per chi come me ha figli, inoltre, non potendo frequentare gli amici, il cane si rivela un divertente compagno di giochi, e di coccole. Dovremmo riflettere molto su questo, e ricordarci – quando tutto sarà finito – che si può vivere ritrovando ritmi ed equilibri più umani, anzi sarebbe più corretto dire “più animali”. Perché anche noi esseri umani siamo animali, e come tali abbiamo necessità e caratteristiche diverse da quelle cui troppo spesso diamo priorità: spero che possa essere una lezione da imparare.
Per il momento non ci resta che fare il nostro dovere: restiamo a casa. Con la maggiore serenità possibile".