Alessandro Cerami, coordinatore grandi mostre di Palazzo Blu
Alessandro Cerami, coordinatore grandi mostre di Palazzo Blu

Pisa, 16 marzo 2019 - Dieci anni di grandi mostre e una mostra per ogni stagione, Palazzo Blu è un simbolo dell’arte e della cultura a Pisa proiettato in una dimensione internazionale. Un museo giovane e che sin dalla sua inaugurazione, era il novembre del 2008, si è accreditato presso le più grandi istituzioni culturali del mondo instaurando significative collaborazioni che continuano ad ampliarsi. Sabato 23 marzo, La Nazione regalerà ai suoi lettori, in omaggio con il quotidiano, il volume "Palazzo Blu, dieci anni di arte e cultura", publbicato da Ets, con il sostegno della Fondazione Pisa e della Fondazione Palazzo Blu. Un omaggio per festeggiare il Decennale del Museo, inaugurato nel novembre del 2008, e per celebrare il Capodanno 2020 in Stile Pisano.

Dietro il grande successo di Palazzo Blu c’è il lavoro di una squadra professionisti che sono ‘nati’ o ‘cresciuti’ dentro questa istituzione e che coordinano le diverse e molteplici attività che per tutto l’anno da dieci anni movimentano la vita culturale in città. Un lavoro che avviene dietro le quinte, come quello di Alessandro Cerami, coordinatore dei progetti della Fondazione Palazzo Blu per le grandi mostre d’autunno e di primavera.

Dottor Cerami, il suo approdo a Palazzo Blu e il crescere delle sue responsabilità sono anche la dimostrazione che la Fondazione crede e investe nei giovani.

“Sì, dopo la laurea in Beni Culturali a Pisa rientrai in Sardegna dove, per cinque anni, ho lavorato nella Soprintendenza di Cagliari occupandomi dell’organizzazione di mostre e di tutela del patrimonio storico-artistico. Nel 2010 tornai a Pisa per uno stage alla Fondazione Pisa. Palazzo Blu era nato da poco ed era in corso la mostra di Chagall. Imparai sul campo moltissime cose”.

Una formazione continua.

“In quegli anni iniziai a crescere professionalmente mentre Palazzo Blu diventava sempre di più un centro espositivo di rilevanza nazionale. Abbiamo iniziato a crescere insieme. Dopo il successo di Chagall mi fu affidata l’organizzazione della prima mostra primaverile, una nuova esperienza che, in dieci anni, si è evoluta e modificata ed è un appuntamento fisso come quello d’autunno con la grande pittura”.

Come è cresciuto e cambiato il Palazzo in dieci anni?

“Il progetto iniziale di realizzare esposizioni legate a Pisa è stato nel tempo modificato. Le grandi mostre dei pittori del ‘900, ad esempio, prima ancorate al tema del Mediterraneo se ne slegarono e presero poi a viaggiare da sole, soffermandosi sulle vicende artistiche dei grandi maestri. Dall’autunno passato, invece, abbiamo inaugurato un nuovo filone, quello dei movimenti. Dopo il Surrealismo arriverà, in questo autunno, il Futurismo. Palazzo Blu è un progetto culturale non statico”.

Lo stesso discorso vale per le mostre di Primavera?

“Dopo i filoni legati alla scienza, alla storia e al costume, dall’anno scorso abbiamo aperto un nuovo fronte legato alle grandi esplorazioni e affidato alla collaborazione con il National Geographic. Tra pochi giorni inaugurerà la mostra sulla“Explore. Sulla Luna e oltre”, la terza che ha a che fare con l’astronomia. Prima ci furono “Balle di Scienza” e “Storie dall’altro mondo”.

Per tutto l’anno Palazzo Blu ha una offerta culturale varia e di altissimo livello da offrire ai visitatori. Quali sono i dati delle ricadute economiche?

“Il Centro Studi sul Turismo di Firenze calcola che ogni anno Palazzo Blu genera un indotto potenziale di circa 4 milioni di euro, considerando i grandi numeri delle mostre autunnali, che si aggirano fra le 70 e le 100mila presenze e le migliaia di visitatori delle mostre primaverili e dell’esposizione permanente, almeno altre 30 e 60.000 mila. A questo aggiungiamo anche le 4000 ore di lavoro che abbiamo calcolato fra cooperative, servizi esterni, sorveglianza e professionalità e maestranze locali alle quali ci affidiamo. Un microcosmo ormai rodato e di alto livello”.