Ospedale allagato, scatta task force. Bloccata radiologia e mezza dialisi

Il Lotti non si è fermato nonostante i pesanti disagi. "Chi lo progettò fece delle buone scelte"

Ospedale allagato, scatta task force. Bloccata radiologia e mezza dialisi

Ospedale allagato, scatta task force. Bloccata radiologia e mezza dialisi

Le immagini dell’ospedale Lotti di Pontedera allagato nel tardo pomeriggio di giovedì scorso hanno fatto il giro di tutta Italia. Un fiume di acqua che scorreva lungo il corridoio principale del piano terra. Prorompente la violenza delle piogge che si sono scagliate incessanti su tutto il territorio fin dal pomeriggio allagando la città senza risparmiare anche l’ospedale pontederese, punto di riferimento di tutta la Valdera.

Il corridoio principale del piano terra si è subito allagato mettendo in difficoltà medici, infermieri, operatori e pazienti. "Fortunatamente grandi danni non ne abbiamo avuti – ha spiegato ieri mattina Luca Nardi, direttore del nosocomio pontederese – si è allagata la sala trattamento acqua della dialisi e un reparto di radiologia, quello destinato agli esterni. Ma abbiamo due dialisi, una interna ed una esterna. Quella interna è ferma mentre quella esterna ha sempre funzionato quindi i pazienti non ne risentono mentre abbiamo raddoppiato i turni con il personale che fa quattro turni invece di due. La radiologia di piano terra si è allagata ed essendo tutte apparecchiature elettriche dobbiamo asciugarle tutte per bene e riattaccare le spine. Resterà quindi chiusa oggi (ieri) fino a lunedì. I pazienti di oggi sono stati rimandati a casa e verranno riprogrammati per la prossima settimana".

Insieme al reparto di radiologia e dialisi interna si sono allagati anche il bar, rimasto chiuso ieri, gli spogliatoi e la mensa. Riaperta regolarmente la farmacia. "L’altro problema riguarda gli ascensori – continua Nardi – sono stati tutti messi in sicurezza, svuotati dell’acqua che si era accumulata e verranno riattivati. L’ospedale ha continuato a funzionare regolarmente: stanotte abbiamo fatto un’urgenza chirurgica, un parto cesareo e un parto naturale. Quindi è stata una bella nottata piena. Non è stato necessario trasferire nessuno ed il pronto soccorso è sempre rimasto funzionante. Tutto questo perché chi ha fatto l’ospedale sapeva che prima o poi sarebbe arrivato un allagamento. Tutti i servizi più importanti sono infatti al primo piano". E qui il pensiero, e la gratitudine per la sua visione lungimirante, è andato al pontederese Franco Marconcini, colui che decise di avvicinare i reparti di rianimazione, cardiologia, pronto soccorso e blocco operatorio al primo piano, tutti nel cuore dell’ospedale e vicini per non muovere troppo i pazienti. Un’invenzione presa a modello anche da altri ospedali che ha pagato anche nell’emergenza di giovedì sera.