Tirrenia (Pisa), 16 settembre 2020 - Si è svolta ieri, nella consueta location del Bagno Laura di Tirrenia, la quarta edizione dell'Olimpiade dei Cavalieri di Sant'Appiano. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi, per il gruppo goliardico di amici i quali, ridendo e scherzando, fanno sempre parlare di sè balzando alla ribalta delle cronache per eventi che, al divertimento e alla voglia di stare insieme, uniscono spesso una finalità solidale. Gruppo di cui fanno parte importanti professionisti e attività storiche di Firenze e della provincia, ma che annovera al suo interno anche personaggi noti a vario titolo. Uno su tutti Carlo Conti, che all'interno dei Cavalieri di Sant'Appiano è semplicemente "Sir Succo d'Arancia".

La loro ultima iniziativa, in ordine temporale, è di poco tempo fa quando, ricordiamo, allo scopo di accendere nuovamente i riflettori sulla ristorazione fiorentina, - messa a dura prova dalle conseguenze del lockdown - in particolare sul ristorante dell'amico "Cavaliere" Alessandro Gozzi, alias Sir Braciola Rifatta, si erano inventati niente di meno che una zingarata in perfetto stile "Amici miei", facendo credere al malcapitato che la sua storica trattoria sarebbe stata presto sostituita da un ristorante cinese.

Ieri invece, spazio totale al divertimento. A partire dal viaggio che hanno voluto condividere noleggiando un pullman che è partito da Firenze alla volta della nota località balneare.
Una giornata che, in ogni suo momento, non ha tuttavia distolto l'attenzione dalla necessità di mantenere le norme anti coronavirus. Questo è talmente vero che i Cavalieri, lo hanno voluto stampare anche sul retro delle magliette realizzate per l'Olimpiade dove, insieme al nome cavalleresco del partecipante e all'irrinunciabile stemma, troneggiava la scritta "Insieme contro il Covid-19".

Un'edizione "speciale" delle Olimpiadi dunque, ma dove i giochi l'hanno fatta comunque da padrone. Suddivisi in quattro squadre richiamanti i colori del calcio storico fiorentino (bianchi, rossi, verdi e azzurri), i Cavalieri si sono cimentati in cinque prove: tre giochi acquatici (i calci di rigore, il percorso a cavalcioni di un particolare "toro meccanico", ovvero un mega pallone gonfiabile rettangolare, e il tiro alla fune) e due sulla terraferma, la tradizionale partita di calcetto e la corsa con i sacchi.

Ovviamente non sono mancati i momenti conviviali durante i quali i Cavalieri, seduti a tavola, hanno dato prova di poter sconfiggere il cibo, nell'unico modo possibile: mangiandolo. Fra le varie portate anche alcune leccornie provenienti dal ristorante Tullio a Montebeni di Paolo Bacciotti, Sir Tommasino.

Fra i momenti "di punta" della giornata, un appassionante intrattenimento con musica live allestito durante la cena da quattro Cavalieri, che hanno creato addirittura una band chiamata gli "Imbenzinados".

Insomma, con i tempi che corrono e con l'incapacità sempre più diffusa, soprattutto fra i giovani, di divertirsi facendo cose semplici e assaporando la straordinaria bellezza e fortuna di poterle condividere con la consapevolezza dell'adulto ma con gli occhi che brillano di un bambino, il senso dell'iniziativa si può chiosare, senza retorica, nella frase "e tornarono insieme a Firenze, felici e contenti".