Muore dopo la caduta sul bus: "Il guidatore ha dovuto frenare. Un’auto si era fermata davanti"

Il figlio di Anna Scarciglia sui social: ’Deceduta in ospedale per forte trauma cranico. Aiutateci a ricostruire’. At: "L’autista ha messo il pullman in sicurezza e ha soccorso la signora con l’aiuto dei carabinieri" .

Muore dopo la caduta sul bus: "Il guidatore ha dovuto frenare. Un’auto si era fermata davanti"

Muore dopo la caduta sul bus: "Il guidatore ha dovuto frenare. Un’auto si era fermata davanti"

Pisa, 4 luglio 2024 – Un appello del figlio sui social. Cerchiamo testimoni per capire cosa sia successo". Anna Scarciglia (nella foto in basso dal suo profilo fb) è morta dopo una caduta il 28 giugno a bordo dell’autobus della linea Livorno-Pisa. È deceduta a Cisanello il 2 luglio. L’informativa è già arrivata in procura. La signora era salita alle 11 circa in piazza Belvedere a Tirrenia. A un certo punto, l’autista del pullman ha dovuto frenare. "Perché davanti si era fermata un’auto per far attraversare delle persone", fanno sapere da Autolinee Toscane. Guidatore che ha fatto un rapporto interno come sempre accade in caso di anomalie.

La donna avrebbe perso l’equilibrio sbattendo violentemente la testa. Quindi- la ricostruzione ufficiale - l’autista del bus "ha messo il mezzo in sicurezza ed è sceso per soccorrere la signora insieme ai carabinieri".

L’arrivo dell’ambulanza del 118 (la foto al centro è di repertorio) e il trasporto al Pronto soccorso di Cisanello. "La signora appariva già disorientata", racconta chi era presente. "Qualcuno l’ha fatta sedere", spiegano altri. L’altro giorno, purtroppo, il decesso. Aveva un trauma cranico. Un fatto che ha sconvolto Tirrenia dove la signora era molto conosciuta, amici e conoscenti. Il figlio Angelo ha raccontato questo incidente sul gruppo Sei di Tirrenia se, un post molto seguito e commentato, che è stato rimbalzato su altri gruppi anche di Pisa. In molti hanno espresso il loro dolore. E qualcuno parla anche di "ritardi" nell’arrivo dell’ambulanza. La polemica si riferisce alla mancanza di una sede fissa per i soccorsi sanitari importanti sul litorale.