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26 feb 2021

Mascherine, la certificazione è made in Pisa

La Archa di Ospedaletto da un anno si occupa di test sui dispositivi. La responsabile Bevilacqua: "A marzo il 60% non superava i controlli"

26 feb 2021
Federica Dendi, sopra Antonio Cecchi e. Giulia Cecchi a destra Valeria Bevilacqua
Archa di Ospedaletto
Federica Dendi, sopra Antonio Cecchi e. Giulia Cecchi a destra Valeria Bevilacqua
Archa di Ospedaletto

Sono tra i più richiesti d’Italia, perché gli unici ad avere tutti i test accreditati di controllo Qualità delle mascherine chirurgiche. Un riconoscimento, rilasciato da parte dell’unico Ente Italiano Accredia, garanzia di affidabilità e qualità del risultato analitico. Sono anche un Centro di Ricerca che ha messo a punto il ‘Cube’, un’apparecchiatura basata sulla tecnologia al plasma freddo (NTP), in grado di sanificare gli ambienti garantendo al 99,99% l’abbattimento di batteri e virus incluso il Covid. I Laboratori Archa sono insomma un’altra tra le eccellenze pisane che da un anno rispondono all’emergenza globale mettendo in campo un’esperienza di 30 anni nel settore della chimica e della ricerca in chiave ambientale e non solo. Archa, la cui sede è a Ospedaletto, è stata tra i primi laboratori, ormai un anno fa, a investire nell’acquisto di nuovi macchinari e nell’accrescimento di nuove competenze. Valeria Bevilacqua è la responsabile del settore Qualità, Ambiente e Sicurezza dei Laboratori Archa. Dalle sue mani e da quelle dei colleghi chimici industriali e biologi sono passati, nel 2020, più di mille modelli di mascherine chirurgiche qui inviati da ogni parte d’Italia per test e certificazioni. "Il nostro lavoro – racconta - si è focalizzato sin dall’inizio nel dare un supporto tecnico alla messa in commercio delle mascherine chirurgiche che devono avere determinate caratteristiche. La normativa prevede test specifici che eseguiamo interamente nei nostri laboratori, velocizzando per le aziende il processo di messa in commercio". "A marzo 2020 – prosegue la chimica –si scatenò una ricerca continua di laboratori per l’esecuzione dei test che ci hanno permesso di farci conoscere come partner affidabili per molte aziende che avevano iniziato a produrre mascherine, in Italia in Europa". "Abbiamo rilevato anche tanta improvvisazione – commenta -, dovuta chiaramente all’emergenza. Circa il 60% dei modelli che ci venivano portati non passava ...

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