Lunedì 5 febbraio la festa di Sant’Agata

Alle 15 cultura e Santa Messa per celebrare la Santa e due anni di apertura dell’antica cappella restaurata da Comune e Fondazione

Una foto della cappella dopo il restauro
Una foto della cappella dopo il restauro

Pisa, 31 gennaio 2024 - Per festeggiare due anni dalla riapertura della Cappella di Sant’Agata e l’intensa attività organizzata al suo interno daIl’Associazione Culturale Il Mosaico, lunedì prossimo 5 febbraio alle ore 15.00 all’interno della cappella si svolgerà un momento celebrativo. Inizierà Alessandra Ardini a parlare dei festeggiamenti in onore di Sant’Agata che ogni anno si celebrano solennemente a Catania, successivamente Maria Luisa Ceccarelli, coautrice di un libro dedicato ai recenti restauri, illustrerà la storia della Cappella. A seguire Mons. Giuliano Catarsi celebrerà la Santa Messa. Era esattamente il 5 febbraio 2022 quando l’Arcivescovo Mons. Giovanni Paolo Benotto e il Sindaco Michele Conti riaprirono dopo un lungo restauro la cappella di Sant’Agata, di proprietà comunale e rimasta aperta in questi due anni grazie all’attività di volontariato dell’Associazione Culturale Il Mosaico. “In questi due anni abbiamo presidiato e garantito l’apertura dell’edificio sacro almeno una volta al mese” afferma Riccardo Buscemi” ogni ultimo sabato del mese, infatti, la cappella è aperta ai visitatori, turisti o residenti, una data fissa del calendario per non creare confusione tra gli operatori del settore e la cittadinanza, che troveranno la cappella aperta e soprattutto “arredata”: a spese dell’Associazione abbiamo infatti realizzato una copia del quadro originale proveniente dalla Cappella e oggi custodito nello studio del Sindaco, oltre ad arredare con candelieri, candele e croce l’altare. Tutt’altro che disadorno l’interno, con queste nostre cure e attenzioni.” In aggiunta all’apertura dell’ultimo sabato del mese, l’oratorio è stato aperto per il ciclo di incontri mensili curati dal gruppo informale “Cultura e carità” di Don Maurizio Gronchi, per momenti musicali e per altre iniziative, coinvolgendo anche il Liceo Artistico “Franco Russoli”. Uno spazio vitale all’interno della città, a disposizione di tutti per iniziative consone con la sacralità del luogo. Il culto di Sant’Agata arrivò a Pisa probabilmente con la liberazione di Catania dai saraceni: la prima attestazione certa è nel privilegio con cui il papa Onorio II il 21 luglio 1126 estese all’arcivescovo di Pisa l’uso del pallio nella solennità di sant’Agata, il 5 febbraio. Per quella festività e nei due giorni seguenti veniva esposto il preteso cranio della santa, tuttora conservato nella chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno: l’evento suscitava ancora alla fine dell’Ottocento gran concorso delle madri impegnate nell’allattamento. L’importanza del culto è testimoniata proprio dall’oratorio ottagonale a lei intitolato, eretto nell’ambito del complesso monastico intorno alla metà del XII secolo. Nella nostra città a pianta ottagonale è anche la chiesa di San Sepolcro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (ora di Malta), testimoniata dal 1138: la forma dei due edifici riprende sia il Templum Domini – come i crociati chiamarono la Cupola della Roccia sula spianata del tempio a Gerusalemme – sia l’edicola sopra il sepolcro di Cristo; ad essi si aggiunge il Battistero, iniziato nel 1152, che ripete le misure e il numero di sostegni dell’Anastasis di Gerusalemme, il luogo della sepoltura e della resurrezione di Cristo: a Pisa dunque, cosa che non accade in nessun’altra città, si ammirano ancora tre edifici strettamente legati a Gerusalemme, eretti ad opera dell’architetto Diotisalvi, e mostrano come I rapporti con la Terra Santa, spesso visti in un’ottica esclusivamente commerciale, investivano in realtà ambiti molto più vasti, culturali e religiosi.

M.B.